Alle 7.30 di questa mattina, sabato 29 agosto, quando si è aperta la biglietteria della Giostra del Saracino, in Piazza della Libertà erano già state conteggiate circa 180 persone.
Per molti, però, quella non era affatto una levataccia.
Era semplicemente la prosecuzione del giorno prima.
Il primo era arrivato infatti alle 17.30 di venerdì pomeriggio, deciso a trascorrere davanti alla biglietteria tutte le ore necessarie pur di conquistare i posti per la Giostra.
Sedie pieghevoli, sdraio, materassini e sistemazioni improvvisate hanno così trasformato per una notte Piazza della Libertà in una particolare sala d’attesa all’aperto.
Il clima, almeno, ha dato una mano: niente freddo da spedizione polare. La mattina si è presentata nuvolosa ma già pienamente luminosa, mentre qualcuno cercava ancora di recuperare qualche minuto di sonno.

Quartieristi su materassini, sedie e sdraio in Piazza della Libertà in attesa dei biglietti della Giostra del Saracino.
Una lista per evitare il Palio della precedenza
Con il passare delle ore è diventato necessario anche stabilire chi fosse arrivato prima e chi dopo.
Una volontaria si è presa così l’incombenza di stilare una lista con l’ordine di arrivo, arrivata questa mattina alle 7,30 a circa 180 nominativi.
Un sistema molto semplice: si arriva, si prende il proprio numero e si chiede chi è l’ultimo.
Sul portone è apparso anche un cartello scritto a mano con le istruzioni:
In pratica, una piccola amministrazione autonoma della fila.
E come in qualsiasi amministrazione che si rispetti, qualche discussione non è mancata.
I toni, ci viene riferito, sono rimasti comunque civili. Ma dopo dieci ore trascorse sopra una sedia pieghevole anche il concetto di “ero prima io” può assumere una certa importanza costituzionale.

Cartello con le regole della lista per l’accesso alla biglietteria della Giostra del Saracino ad Arezzo.
Turni per qualcuno, notte intera per gli irriducibili
Non tutti hanno affrontato l’attesa nello stesso modo.
Alcuni gruppi si sono organizzati facendo dei turni, dandosi il cambio durante la notte.
Altri hanno scelto invece la soluzione senza compromessi: restare lì dal pomeriggio alla mattina, dormendo o riposando come possibile tra sedie, sdraio e materassini.
Una notte di attesa che le fotografie raccontano meglio di qualsiasi descrizione: chi disteso davanti al teatrino, chi accovacciato sui gradini, chi sulle sedie e chi impegnato soprattutto nella missione fondamentale di non perdere il proprio posto.
Alle due arrivano i Carabinieri
La notte ha avuto anche un momento decisamente più movimentato.
Secondo quanto raccontato da alcuni dei presenti, intorno alle 2 sono intervenuti i Carabinieri.
Il motivo sarebbe stato il volume particolarmente alto della musica e alcuni cori intonati da quartieristi nei confronti dei quartieri avversari.
I militari avrebbero richiamato i presenti, facendo presente che, se la situazione fosse proseguita, la piazza avrebbe potuto essere fatta sgomberare.
A quel punto il volume è sceso.
Perché il coro contro il quartiere rivale potrà anche essere questione d’onore, ma dopo otto ore di fila perdere il posto per colpa dell’altoparlante sarebbe stata una strategia difficile da raccontare agli amici.
Alle 7.30 la fila arriva a circa 180 persone
Quando questa mattina la biglietteria ha finalmente aperto, Piazza della Libertà era ormai pienamente sveglia.
Il cielo era nuvoloso, ma davanti all’ingresso c’erano circa 180 persone, secondo il conteggio effettuato dalla volontaria che aveva seguito la lista.
E tra quelli che potevano vantare la permanenza più lunga c’era Maurizio.
In fila dalle 17.30 di venerdì.
Quattordici ore circa davanti alla biglietteria.
A quel punto all’Ortica è sembrato che almeno una cosa potesse essergli risparmiata: pagare il biglietto.
Il primo biglietto lo regala l’Ortica
Abbiamo quindi deciso di regalare a Maurizio il suo biglietto per la Giostra, premiando quella che, a seconda dei punti di vista, può essere definita costanza, passione oppure una forma particolarmente evoluta di ostinazione aretina.
Insieme al biglietto gli abbiamo consegnato anche un cappellino dell’Ortica, che Maurizio non ha esitato a indossare.
Il gesto riprende una vecchia tradizione dell’editore, che negli anni in cui dirigeva ed editava un’altra testata regalava il primo biglietto sia in occasione della Giostra di giugno sia per quella di settembre.
Per la 150ª edizione della Giostra del Saracino, abbiamo deciso di rispolverarla.
Maurizio mostra il biglietto della Giostra del Saracino indossando il cappellino dell’Ortica dopo la notte trascorsa in fila.«Sono di Porta Crucifera. Ma vince Santo Spirito»
Naturalmente, dopo una notte del genere, qualche domanda a Maurizio era inevitabile.
Gli abbiamo chiesto anzitutto il suo quartiere.
«Porta Crucifera».
Poi la domanda più pericolosa:
Chi vincerà la Giostra?
Qualche secondo di riflessione.
Poi la risposta:
«Santo Spirito».
Pronostico piuttosto coraggioso per un cruciferino.
Ma dopo quattordici ore passate in Piazza della Libertà può darsi che arrivino capacità divinatorie normalmente precluse agli esseri umani riposati.
Il denaro risparmiato grazie al biglietto regalato dall’Ortica ha già trovato comunque una destinazione molto giostresca:
la cena propiziatoria.
Infine gli abbiamo chiesto cosa avrebbe voluto dire a chi pensava di presentarsi verso le 9, fresco, riposato e magari convinto di trovare poca gente davanti alla biglietteria.
Maurizio non ha avuto bisogno di pensarci altrettanto a lungo:
«Mettetevi in fondo alla fila».
E probabilmente non esiste regolamento comunale capace di spiegarlo meglio.






