Il nuovo mandato amministrativo è iniziato, il Consiglio Comunale si è insediato, la Giunta lavora. Ma, secondo i consiglieri del Polo delle liste civiche Marco Donati, Fabio Buricchi e Alessandro Meucci, manca ancora un passaggio tutt’altro che ornamentale: la presentazione delle linee programmatiche dell’amministrazione.
I tre consiglieri intervengono alla vigilia del Consiglio Comunale convocato per giovedì 24 settembre e criticano anche la frequenza delle sedute dell’assemblea. Dopo l’insediamento del 29 giugno, ricordano, la seduta del 29 luglio è stata finora l’unica nella quale sono state discusse pratiche e interrogazioni. Il prossimo appuntamento arriverà quindi a quasi due mesi di distanza.
La critica politica riguarda soprattutto il ruolo del Consiglio. Secondo Donati, Buricchi e Meucci, convocazioni così distanziate rendono più difficile l’attività di indirizzo e controllo dei consiglieri e finiscono per concentrare nella stessa giornata un numero elevato di pratiche da esaminare.
Sulle linee programmatiche, però, c’è anche un dato statutario. Il Consiglio Comunale di Arezzo si è insediato il 29 giugno e lo Statuto comunale prevede che, entro due mesi dall’insediamento, il Consiglio esamini e approvi il programma proposto dal sindaco, partecipando alla definizione delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti del mandato. Il termine dei due mesi cadeva dunque il 29 agosto.
Nel comunicato, i consiglieri sostengono che le linee non siano state ancora presentate e pongono una questione politica: su quali obiettivi e priorità si stia costruendo il prossimo bilancio. Una domanda che, tolto il linguaggio da aula consiliare, si può tradurre abbastanza semplicemente: la macchina è partita, ma il foglio con la destinazione non è ancora arrivato sul tavolo del Consiglio.
Il Comune ha intanto convocato la prossima seduta per giovedì 24 settembre alle 9. Sarà anche l’occasione per capire se le linee programmatiche entreranno finalmente nel calendario dell’assemblea e quale risposta arriverà alle critiche sollevate dalle liste civiche.


