Fuori dal vaso – L’Ortica esce da Arezzo soltanto quando trova qualcosa che merita una puntura.
Le autostrade italiane si preparano a salutare caselli, sbarre, bigliettini smarriti e automobilisti che arrivano alla corsia Telepass senza Telepass. Al loro posto avanza il free flow, il sistema che permette di transitare senza fermarsi grazie a portali dotati di telecamere e sensori.
Una rivoluzione? Piano con le inaugurazioni: al momento interessa meno di 200 chilometri sui più di 6.000 della rete autostradale italiana a pagamento. Insomma, più che l’addio ai caselli è ancora un “ci vediamo meno spesso”.
Il principio è semplice: passi sotto il portale e il sistema rileva il veicolo, legge la targa e calcola il pedaggio. Chi possiede Telepass, UnipolMove o un altro dispositivo compatibile continua la propria vita senza particolari scosse emotive. Chi invece non ha alcun apparato deve pagare successivamente attraverso i canali messi a disposizione dal gestore.
Ed ecco il capolavoro all’italiana: abbiamo eliminato la coda al casello, ma abbiamo aggiunto una scadenza da ricordare.
Dopo il bollo, l’assicurazione, la revisione, il tagliando, la Tari, l’Imu e la password dello Spid, l’automobilista dovrà rammentarsi anche di essere passato sotto un traliccio in Lombardia quattordici giorni prima.
Dove è già attivo
Il free flow non è una promessa fantascientifica: funziona già sulla A36 Pedemontana Lombarda, sulla A59 Tangenziale di Como, sulla A60 Tangenziale di Varese, su tratti della A33 Asti-Cuneo e, dal 1° marzo 2026, sul raccordo Ospitaletto-Montichiari, conosciuto come Corda Molle.
La Pedemontana Lombarda è stata la prima autostrada italiana interamente priva di caselli tradizionali. Per i transiti sulla sua rete, chi non utilizza un sistema automatico deve effettuare il pagamento entro 15 giorni naturali e consecutivi. Le modalità e i termini possono però dipendere dal gestore della singola tratta, quindi conviene controllare sempre il relativo sito ufficiale e non affidarsi al cugino che “c’è passato una volta”.
Il sistema ha indubbi vantaggi: niente fermate, meno code, minori consumi nelle ripartenze e traffico più fluido. La tecnologia, dunque, non è una cavolata in sé. La cavolata rischia di diventare il modo in cui viene scaricata sull’automobilista tutta la responsabilità di rintracciare il gestore, registrarsi, inserire la targa e ricordarsi di pagare.
Perché in Italia l’innovazione funziona così: prima si elimina lo sportello, poi si celebra il risparmio e infine si consegna al cittadino il lavoro che faceva lo sportello.
Se ti dimentichi, il flusso diventa un salasso
Sulla Pedemontana Lombarda, trascorsi i 15 giorni senza pagamento, parte la procedura di recupero del credito con l’aggiunta dei costi amministrativi. L’omesso pagamento può inoltre comportare una sanzione da 87 a 344 euro e la decurtazione di due punti dalla patente, come previsto dall’articolo 176 del Codice della strada. Il tutto, naturalmente, senza dimenticare il pedaggio originario.
Il viaggio era free flow. La multa, invece, arriva full optional.
Va precisato che non basta necessariamente superare di un giorno la scadenza perché la contravvenzione venga materialmente recapitata in automatico: il gestore avvia prima il recupero del credito e la violazione può essere successivamente contestata dalla Polizia stradale. Ma confidare nella distrazione altrui non è esattamente un piano finanziario.
Il banchetto è già apparecchiato per i truffatori
Con i pagamenti differiti arrivano puntuali anche SMS, email e messaggi WhatsApp fasulli: “Hai un pedaggio insoluto di 2,70 euro, clicca qui”. Uno clicca per risparmiare tre euro e consegna carta di credito, dati personali e probabilmente anche l’albero genealogico.
La regola è semplice: mai pagare attraverso link ricevuti nei messaggi. Bisogna entrare direttamente nel sito o nell’app ufficiale del gestore interessato e verificare lì l’eventuale transito.
Ma in Europa non viaggiano gratis?
In parte sì, ma il confronto va fatto senza imboccare la corsia delle mezze verità. In Paesi come Germania e Belgio le autostrade sono generalmente gratuite per le automobili, mentre altri Stati adottano vignette o pedaggi chilometrici. Francia, Portogallo e altri Paesi europei utilizzano già sistemi senza barriere su alcune tratte.
Il free flow, quindi, non è un’invenzione italiana e neppure una tecnologia particolarmente assurda. Il problema politico è un altro: mentre in alcune nazioni si percorrono reti autostradali molto estese senza pagare direttamente il pedaggio, noi innoviamo soprattutto il sistema con cui continuiamo a riscuoterlo.
Prima pagavamo fermandoci davanti a una sbarra. Adesso paghiamo senza accorgercene oppure dobbiamo ricordarcelo una volta tornati a casa. Abbiamo tolto il casello, non il balzello.
E presentare tutto questo come un regalo agli automobilisti è forse il vero capolavoro: la strada resta a pagamento, la memoria diventa obbligatoria e, se sbagli, paghi anche l’interrogazione di recupero.
Il futuro corre senza sbarre. Il conto, come sempre, sa benissimo dove abiti.
Fonti di verifica:
Autostrada Pedemontana Lombarda – modalità di pagamento
FAQ ufficiali e sanzioni
Autovia Padana – raccordo Ospitaletto-Montichiari
Gruppo ASTM – free flow sulla A33


