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Arezzo Wave, Valenti rilancia: “Altro che informazioni mancanti, avevamo presentato nove proposte”

Il presidente della Fondazione Arezzo Wave Italia contesta formalmente la motivazione della Fondazione Guido d’Arezzo e richiama una mail del 16 agosto: «Se l’Amministrazione non vuole avere a che fare con Arezzo Wave lo dica chiaro». Dal murale alla mostra, dall’Academy al forum sui giovani: ecco cosa sostiene di aver presentato

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Arezzo Wave, Valenti rilancia: “Altro che informazioni mancanti, avevamo presentato nove proposte”

Il presidente della Fondazione Arezzo Wave Italia contesta formalmente la motivazione della Fondazione Guido d’Arezzo e richiama una mail del 16 agosto: «Se l’Amministrazione non vuole avere a che fare con Arezzo Wave lo dica chiaro». Dal murale alla mostra, dall’Academy al forum sui giovani: ecco cosa sostiene di aver presentato

Lo scontro sul quarantennale di Arezzo Wave non si chiude con la risposta della Fondazione Guido d’Arezzo. Anzi, entra adesso nella fase in cui, oltre alle dichiarazioni, cominciano a comparire date, mail e proposte dettagliate.

Mauro Valenti, presidente della Fondazione Arezzo Wave Italia ETS, ha inviato una nuova lettera alla presidente della Fondazione Guido d’Arezzo Natalie Dentini contestando la motivazione con cui è stato negato il contributo alla manifestazione.

Nella comunicazione del 25 settembre, la Fondazione Guido d’Arezzo aveva spiegato che il Consiglio di amministrazione non disponeva degli «elementi basilari e fondamentali per una valutazione dell’iniziativa» e che, «in assenza di qualsiasi elemento utile alla valutazione», non era previsto alcun contributo.

Valenti sostiene invece che quelle informazioni ci fossero.

A sostegno della propria posizione richiama una mail inviata il 16 agosto 2026 all’indirizzo istituzionale del Comune, in vista di un incontro previsto per il giorno successivo, e afferma che la ricezione sarebbe stata confermata dalla stessa Dentini il 17 agosto con la risposta: «Ho ricevuto la mail».

Secondo Valenti, quella comunicazione non riguardava semplicemente le serate musicali del 2, 3 e 4 ottobre, ma un progetto molto più ampio costruito attorno ai quarant’anni di Arezzo Wave.

Nella lettera vengono elencate nove proposte che, secondo il presidente di Arezzo Wave, erano già state sottoposte all’assessora alla Cultura.

Tra queste c’era “Arezzo Wave Land”, una rete destinata a mettere in relazione associazioni culturali e giovanili dei 36 Comuni della provincia, da presentare ufficialmente durante il quarantennale.

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Era stato proposto anche un Forum sulle politiche giovanili, con amministratori e rappresentanti regionali e nazionali, dedicato a giovani, creatività e nuovi talenti.

Un altro capitolo riguardava “Aria di Musica – Arezzo Rock Italian Academy”, progetto di formazione e residenza artistica già avviato, con l’ipotesi di lavorare alla nascita di un’Academy stabile ad Arezzo.

Nel progetto illustrato da Valenti figuravano inoltre la dimensione nazionale e internazionale di Arezzo Wave, attraverso l’Italian Music Office e le esperienze di Arezzo Wave Los Angeles e Londra, e un “Artist Kit” destinato ai finalisti, comprendente fotografie, interviste, riprese televisive, podcast e altri strumenti promozionali.

Ampio spazio sarebbe stato riservato anche alla memoria del festival.

Valenti ricorda infatti la proposta di una mostra sui quarant’anni di Arezzo Wave, costruita utilizzando un archivio di oltre 16mila fotografie e più di 600 ore di riprese televisive, con particolare attenzione alla storia aretina della manifestazione dal 1987 al 2006.

Alla mostra sarebbe stata collegata anche la presentazione del libro “Arezzo Wave Station”.

Sul tavolo, sempre secondo la ricostruzione di Valenti, c’era inoltre la realizzazione di un murale permanente dedicato ai quarant’anni del festival, per il quale era già stato coinvolto l’artista Ligama, oltre all’idea di una settimana di iniziative diffuse in città.

Mostra, murale, formazione, associazioni, artisti italiani e ospiti internazionali: non propriamente un Post-it con scritto “facciamo un concerto”.

Ed è proprio su questo punto che Valenti concentra la propria contestazione.

«La mail descriveva obiettivi, attività, destinatari e possibili forme di collaborazione», scrive, sostenendo che gli elementi forniti fossero sufficienti per esprimere una valutazione positiva o negativa sul progetto.

Il tono della lettera diventa poi molto più duro.

Valenti definisce un «falso pretesto» la motivazione della carenza di informazioni e parla di un modo «non corretto di relazionarsi con potenziali partner culturali».

Poi mette la questione nero su bianco: «Se quest’Amministrazione non vuole avere a che fare con Arezzo Wave e con le sue iniziative lo dica chiaro, lo motivi altrettanto chiaramente».

Secondo Valenti, se il Consiglio di amministrazione avesse effettivamente ritenuto insufficienti alcuni documenti o dettagli, avrebbe dovuto specificare quali fossero gli elementi mancanti, consentendo agli organizzatori di integrarli.

È questo, adesso, il nodo della vicenda.
Non più soltanto se il contributo sia stato concesso oppure no, decisione che compete evidentemente alla Fondazione, ma se gli elementi necessari per valutarlo fossero stati effettivamente trasmessi e, soprattutto, se eventuali carenze documentali fossero state indicate ad Arezzo Wave prima della decisione.

La versione della Fondazione Guido d’Arezzo è che mancassero gli elementi basilari per decidere.

La versione di Valenti è che progetti, obiettivi e possibili collaborazioni fossero stati illustrati già ad agosto e discussi attraverso precedenti interlocuzioni.

A questo punto la questione potrebbe essere risolta in maniera persino rivoluzionaria per una vicenda amministrativa: mettendo in fila i documenti.

La mail del 16 agosto, gli eventuali allegati, la richiesta formale di contributo, ciò che il Consiglio di amministrazione riteneva necessario e le eventuali comunicazioni con cui siano state richieste integrazioni.

Poi, magari, si scopre anche chi aveva ragione.

Per il momento una certezza c’è: per festeggiare quarant’anni Arezzo Wave aveva programmato musica, mostre, formazione, un murale e iniziative per i giovani.

Il dibattito cittadino, con encomiabile spirito creativo, ci ha aggiunto anche il genere epistolare.

Valenti aggiunge altri particolari alla propria ricostruzione.

In un successivo messaggio vocale inviato a L’Ortica, Valenti aggiunge altri particolari alla propria ricostruzione.

Il presidente di Arezzo Wave sostiene che la proposta relativa al murale fosse già stata trasmessa il 16 agosto e racconta che, nelle settimane successive, sarebbe stato inizialmente individuato uno spazio per realizzarlo, salvo poi ricevere a metà settembre la comunicazione che non ci sarebbe stato più tempo per procedere.

Valenti riferisce inoltre di un sopralluogo alla Galleria d’Arte Contemporanea per valutare la mostra dedicata ai quarant’anni di Arezzo Wave.

Secondo la sua ricostruzione, si sarebbe arrivati anche a individuare una possibile data: il 23 aprile, considerato il periodo più adatto per l’esposizione.

«Siamo andati a vedere la Galleria d’Arte Contemporanea», racconta Valenti, sostenendo che successivamente, al momento di concretizzare il progetto, le interlocuzioni si sarebbero interrotte.

È un ulteriore elemento che Valenti porta a sostegno della propria tesi: le proposte per il quarantennale, sostiene, non sarebbero state formulate all’ultimo momento, ma sarebbero state oggetto di confronti con l’Amministrazione già da agosto.

Nel vocale Valenti esprime anche giudizi molto duri sul comportamento della Fondazione e dell’Amministrazione e torna sul contributo economico richiesto, indicandolo in circa 15mila euro.

Su questo punto il presidente di Arezzo Wave mette a confronto la cifra con le dimensioni complessive del bilancio della Fondazione Guido d’Arezzo e sostiene che si sarebbe trattato di una quota marginale rispetto alle risorse complessive disponibili.

Al di là delle valutazioni personali espresse da Valenti, resta quindi una questione verificabile: quali interlocuzioni siano effettivamente avvenute tra agosto e settembre, quali proposte siano state formalmente ricevute e in quale momento sia stato comunicato che la documentazione non veniva considerata sufficiente.

Nel frattempo, per Arezzo Wave arriva anche un riconoscimento da un’altra realtà cittadina.

Mauro Valenti ha comunicato che la Brigata dei Monumenti ha deliberato all’unanimità di assegnare ad Arezzo Wave il “Premio Mario Salmi 2027”.

La cerimonia è prevista per sabato 30 gennaio 2027 al teatro del Convitto Nazionale, messo a disposizione, riferisce Valenti, dal rettore Tagliaferri.

«La Brigata appoggia Arezzo Wave», scrive Valenti, ringraziando il sodalizio per il riconoscimento.

Il premio non cambia naturalmente i termini della questione con la Fondazione Guido d’Arezzo, ma aggiunge un particolare curioso alla vigilia del quarantennale: mentre da una parte si discute se ci fossero o meno elementi sufficienti per sostenere il progetto, dall’altra c’è già chi ha deciso di premiarlo.

Arezzo Wave, insomma, per i quarant’anni non ha ancora risolto il capitolo contributi, ma ha già cominciato a collezionare riconoscimenti per i quarantuno.

La burocrazia, evidentemente, viaggia con un fuso orario tutto suo.

Questo articolo utilizza l’ironia per commentare fatti e dichiarazioni reali.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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