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Giani tirato pe’ la giacchetta, il centrosinistra aretino sbotta: “O che siamo, ‘na saga di gossip?”

Basta voci, più fatti: il centrosinistra aretino chiede rispetto e serietà, stop al gossip politico e alle ricostruzioni creative

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Giani tirato pe’ la giacchetta, il centrosinistra aretino sbotta: “O che siamo, ‘na saga di gossip?”

Basta voci, più fatti: il centrosinistra aretino chiede rispetto e serietà, stop al gossip politico e alle ricostruzioni creative

Filippo Moneti ribadisce che il dibattito politico ad Arezzo deve basarsi su fatti e rispetto, non su voci e indiscrezioni. Il centrosinistra è al lavoro per costruire un’alternativa di governo seria, credibile e orientata ai problemi reali della città.

Comunicato

AREZZO – A forza di “si dice”, “forse”, “pare che” e “una vocina m’ha detto”, ad Arezzo la politica rischia di finire tra l’oroscopo e le ricette della nonna. E così il centrosinistra, stanco de vedere el nome del presidente della Regione buttato nel minestrone come il dado Star, ha deciso di alzà la voce: basta usare Eugenio Giani come figurina Panini de attaccà a caso.

Il succo è semplice: qui non si sta a fa’ il Fantacalcio del sindaco, ma si prova – con fatica e bestemmie trattenute – a ricostruì un’alternativa seria dopo undici anni di centrodestra che hanno lasciato Arezzo un po’ stropicciata, come un giornale usato per incartare il pesce.

E invece no: c’è sempre qualcuno che, invece di parlà di problemi veri, classifiche sul benessere e qualità della vita che fan venì il magone, preferisce inventassi retroscena degni di Beautiful: “Giani avrebbe detto”, “Giani penserebbe”, “Giani forse sogna di notte un candidato col cappello giusto”.
Ma che siamo, a Chi l’ha visto?

Dal centrosinistra fanno sapere che il lavoro vero va avanti zitto zitto: idee, programmi, ascolto, società civile e pure relazioni politiche fatte senza lo scotch. Un percorso serio, mica una riffa. E soprattutto senza tirà in ballo le istituzioni come se fossero comparse di uno storytelling scritto male.

Il messaggio è chiaro: meno fantasie, più fatti. Perché a furia di raccontà novelle, si finisce solo per mette in difficoltà il Partito Democratico e distrae tutti dai problemi reali della città. E quelli, purtroppo, un li puoi mica coprì coi condizionali.

Conclusione ortichese: la politica un è ‘na barzelletta, e Arezzo un è il palcoscenico de’ pettegolezzi.
Se se vòl parlare, se parli chiaro. Se no, meglio stare zitti e lasciare lavorare chi prova – sul serio – a rimette insieme i cocci.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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