🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
EMPOLI 0 – AREZZO 1.
Amaranto di sera porta bene. E stavolta porta pure tre punti, che dopo il 5-0 di Verona erano più necessari dell’acqua dopo una trasferta d’agosto.
L’Arezzo va a Empoli, si mette l’elmetto, soffre quando c’è da soffrire e alla fine torna a casa con uno 0-1 che vale parecchio più della semplice classifica. Perché dopo due sconfitte consecutive serviva soprattutto capire se la squadra avesse ancora nervi, carattere e voglia di sporcarsi i pantaloncini. La risposta è arrivata: sì, ce l’ha.
E pazienza se il gol decisivo non finirà al Louvre. Seghetti respinge, la palla trova il retro di un compagno e finisce dentro. Nel calcio succede anche questo: puoi preparare schemi per tutta la settimana e poi ti decide la partita una carambola degna del biliardo del circolino.
Ma guai a raccontarla come una vittoria capitata per sbaglio.
L’Arezzo ha meritato per concentrazione, animo e carattere. Tre parole che a Verona erano rimaste probabilmente sul pullman e che a Empoli sono invece scese in campo dall’inizio alla fine.
E c’è pure un numerino che rende la serata ancora più gustosa: prima di questa partita l’Arezzo non vinceva un derby toscano in Serie B dal 23 settembre 1984, guarda caso proprio contro l’Empoli e proprio per 1-0. Quarantadue anni dopo, certe abitudini evidentemente tornano di moda.
Quarta giornata di Serie B, successo esterno al Castellani e reazione immediata dopo il 5-0 di Verona: non cancella i problemi e non trasforma improvvisamente l’Arezzo nel Real Madrid, grazie al cielo, ma rimette la squadra in piedi nel modo migliore possibile.
Le pagelle del Calice
Nunziante 6 – Area piccola, comandiiiiii! Il ragazzo c’è, ma ogni tanto il tifoso vorrebbe sentirlo fino a Montevarchi.
Renzi 7 – Ex della partita e padrone della fascia. Quelli che da ex diventano timidi li lasciamo agli altri.
Gilli 6,5 – Due delle occasioni più interessanti passano da lui. Difensore, sì, ma senza divieto di avvicinarsi alla porta avversaria.
Coppolaro 6,5 – Ordinato, presente, capitano della difesa. Nessun ricamo, che in certe serate è esattamente ciò che serve.
Righetti 6 – Impreciso in qualche giocata, ma sempre dentro la partita. E dopo Verona essere sempre dentro la partita non è dettaglio secondario.
Mawuli 6,5 – Piedone sì, ma roccia pure. Se c’è da spostare qualcuno, citofonare Shaka.
Viviani 6,5 – Non sarà un Frecciarossa, però il pallone lo conosce e si vede.
Ionita 7 – Un allenatore in campo. Esperienza, posizione e spada fra i denti. Uno di quelli che quando la partita diventa brutta sembra divertirsi di più.
Arena 6 – Poco servito. Anche le ali, per volare, avrebbero bisogno ogni tanto del pallone.
Cianci 6 – Stesso discorso. Fa a sportellate ma vive di rifornimenti, e stasera il corriere ha consegnato poco.
Olivieri 6 – Esterno!? Mettiamoci pure il punto interrogativo, che male non fa.
Pattarello 6,5 – Si vede che sta meglio. E quando Pattarello comincia a stare bene, agli altri viene generalmente meno voglia di stare tranquilli.
Mancuso 6,5 – Un attaccante vero. Movimenti e mestiere, roba che non si compra al supermercato.
Robertino 6 – Non dico niente. E quando uno non dice niente, spesso ha già detto abbastanza.
Sala 6,5 – Brioso, vivo, uno di quelli che entra e muove l’acqua.
Chierico n.g. – Troppo poco per processarlo, assolverlo o convocare una commissione parlamentare.
Bucchi 7 – Coraggio e battaglia. Dopo Verona serviva una risposta, e la squadra gliel’ha data. Il calcio non è diventato improvvisamente semplice, ma almeno stasera il bicchiere è pieno. E soprattutto è amaranto.
L’Arezzo torna dunque da Empoli con tre punti, uno 0-1 da trasferta vera e quella sensazione che piace al tifoso: non abbiamo dominato il mondo, ma per novanta minuti nessuno ci ha messo i piedi in testa.
Poi lunedì ricominceremo a trovare difetti, discutere moduli, sostituzioni, terzini, punte e massimi sistemi.
Stasera no.
Stasera si beve. Amaranto, naturalmente. 🍷


