Un assalto organizzato con mezzi rubati, chiodi sulle strade e perfino alberi abbattuti per rallentare eventuali inseguitori. Nella notte tra giovedì 10 e venerdì 11 settembre una banda ha tentato di entrare nella LMP di Poggio Bagnoli, nel comune di Laterina Pergine Valdarno, nel cuore del distretto orafo aretino.
Secondo le prime ricostruzioni, il tentativo sarebbe avvenuto intorno alle 3. I malviventi avrebbero preparato il terreno bloccando alcune vie di accesso alla zona con due grosse querce abbattute, chiodi e un autocarro rubato sistemato di traverso.
Per entrare nel perimetro dell’azienda sarebbe stato utilizzato anche un fuoristrada come ariete contro il primo cancello.

Superato il primo ostacolo, però, la banda si sarebbe trovata davanti a un secondo cancello. Ed è qui che un piano costruito per sembrare quasi militare avrebbe cominciato a incepparsi.
Nel frattempo è scattato il sistema di allarme perimetrale. La vigilanza privata si è attivata e sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri.
A quel punto ai malviventi non sarebbe rimasto che abbandonare il tentativo e allontanarsi. Per la fuga sarebbe stata utilizzata anche una Fiat Panda risultata rubata.
Il colpo è quindi sfumato e sono adesso in corso le indagini per ricostruire nei dettagli l’azione, individuare i componenti della banda e verificare eventuali collegamenti con altri episodi.

La zona di Poggio Bagnoli porta inevitabilmente alla memoria uno degli episodi criminali più clamorosi avvenuti nel distretto orafo aretino: l’assalto del marzo 2011 alla vicina Salp, quando un gruppo di malviventi riuscì a isolare l’area e a utilizzare mezzi pesanti per penetrare nello stabilimento.
Quindici anni dopo, qualcuno sembra aver rispolverato lo stesso copione: strade da bloccare, mezzi rubati e un’azienda orafa nel mirino.
Stavolta, però, il finale è stato decisamente meno redditizio per gli aspiranti sceneggiatori.
La LMP ha sede in via Poggio Bagnoli ed è un’azienda specializzata nella microfusione e nella stampa 3D in oro, argento, bronzo e ottone. Opera nella produzione di semilavorati e prodotti finiti per il settore orafo e conta circa sessanta addetti.
Nota editoriale
Questo articolo utilizza un tono ironico esclusivamente per commentare la dinamica dei fatti. L’episodio descritto e le relative indagini sono reali.


