Alla fine ‘un era una rapina a mano armata né un complotto internazionale: era una multa. E come tutte le multe, se ci metti il buon senso invece del manganello, la faccenda si sistema.
Alla Casa di Riposo Fossombroni – per tutti “la Casa Pia”, che già il nome fa pensare a pace e carità – il verbale aveva fatto storcere il naso. L’auto era in sosta durante il servizio, ma con i lavori in via delle Fosse il parcheggio interno è diventato un miraggio, tipo l’oasi nel deserto.
Così la presidente Debora Testi e il consigliere con delega al sociale Antonio Rauti s’è seduti a tavolino col comandante Aldo Poponcini, capo della Polizia Locale di Arezzo.
Risultato? Tutti vivi, nessun arresto e pure una soluzione.
I vertici della Casa Pia hanno ammesso senza giri di parole: la multa, tecnicamente, era giusta. Ma – come ha spiegato anche il direttore Stefano Rossi – qui si parla di un servizio pubblico, di anziani da assistere, di operatori che entrano ed escono tutto il giorno con carrozzine, medicine e pazienza.
E infatti il “buon senso”, parola che nei regolamenti ‘un c’è ma nella vita serve, è arrivato. La Polizia Locale ha concesso un permesso provvisorio per la sosta in Ztl fino alla fine del cantiere. Tradotto: meno multe, più serenità e anziani accuditi senza fare lo slalom gigante.
«Era un incontro fissato da tempo – dicono Testi e Rauti – ed è stato un esempio di come, parlando invece di urlare, si trovano soluzioni che rispettano le regole e le persone».
Morale: la multa resta nei libri, il servizio va avanti, i vigili ‘un fanno i cattivi e la Casa Pia continua a fare il suo mestiere.

