Ad Arezzo fare la spesa non è più soltanto prendere latte, pasta e due pomodori sperando di uscire senza aver acceso un finanziamento. Secondo l’indagine nazionale di Altroconsumo sui supermercati, scegliere dove spingere il carrello può significare una differenza fino a 713 euro l’anno.
Settecentotredici euro. Tradotto in lingua aretina: abbastanza per smettere almeno per qualche mese di guardare lo scontrino come se fosse arrivata una cartella esattoriale.
Nella rilevazione sui supermercati della grande distribuzione che vendono prodotti di marca, ad Arezzo il punto vendita più conveniente risulta la Coop di viale Amendola, l’ex Ipercoop, con un indice di convenienza pari a 106.
L’indice prende come riferimento 100, il valore minimo nazionale: più ci si avvicina a quella cifra, meno il portafoglio viene sottoposto a interrogatorio.
Subito dietro, con indice 107, troviamo la Coop di via Vittorio Veneto e l’Esselunga di via Sala Vecchia.
Poi il paesaggio comincia lentamente a salire, come una strada di montagna ma senza nemmeno il panorama.
Il Gala di via Pisacane arriva a quota 110, quello di via dei Lecci a 111.
In fondo alla classifica dei punti vendita considerati dall’indagine c’è invece il Conad Superstore di Ponte a Chiani, con indice 117.
Undici punti di differenza rispetto al supermercato più conveniente rilevato in città. Numeri piccoli sulla carta, molto più simpatici quando però restano nel conto corrente.
La parte interessante, infatti, non è soltanto stabilire chi sale sul podio del carrello aretino. È capire quanto può cambiare la spesa annuale.
Secondo la ricerca, scegliendo il supermercato più conveniente rispetto al più caro fra quelli analizzati, una famiglia può arrivare a risparmiare ad Arezzo 713 euro in un anno.
Una cifra che dimostra come ormai anche comprare detersivo, biscotti e prosciutto richieda pianificazione strategica.
Prima si faceva la lista della spesa.
Adesso servono comparazione prezzi, analisi geopolitica del reparto ortofrutta e una ricognizione preventiva sulle offerte del tonno.
Il risultato aretino, comunque, non è dei peggiori in Toscana. L’indice cittadino più conveniente è 106, in linea con Firenze e Prato nella graduatoria regionale citata dall’indagine. Ma il divario interno alla città resta consistente.
Morale: se fino a ieri sceglievate il supermercato soltanto perché “tanto è di strada”, sappiate che quella strada potrebbe costarvi diverse centinaia di euro l’anno.
Poi naturalmente c’è sempre il metodo tradizionale aretino: entrare per comprare il pane, vedere tre offerte, uscire con 68 euro di roba e dimenticarsi il pane.
Quello, purtroppo, Altroconsumo non riesce ancora a misurarlo.
Questo articolo usa l’ironia per commentare dati reali tratti da un’indagine di Altroconsumo.


