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Quando gli agrumi erano incartati

Il gossip di Cesare Fracassi
Via Crispi e Via Roma erano percorribili in entrambi i sensi, con marciapiedi tappezzati di mattonelle di cemento.
Le vie Assab e Pietro Aretino erano sterrate. Si ballava all'Aurora, al Fabbricone, al Verdi e al Medison di Pescaiola.
Al mercato della frutta in Sant'Agostino, secondo le stagioni, un camion ribaltava mucchi di mele o aranci, venduti a sporte e incartati con carte veline.
Queste veline, provenienti dalle fattorie siciliane, servivano a noi bambini per giocare e collezionare

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Quando gli agrumi erano incartati

Il gossip di Cesare Fracassi
Via Crispi e Via Roma erano percorribili in entrambi i sensi, con marciapiedi tappezzati di mattonelle di cemento.
Le vie Assab e Pietro Aretino erano sterrate. Si ballava all'Aurora, al Fabbricone, al Verdi e al Medison di Pescaiola.
Al mercato della frutta in Sant'Agostino, secondo le stagioni, un camion ribaltava mucchi di mele o aranci, venduti a sporte e incartati con carte veline.
Queste veline, provenienti dalle fattorie siciliane, servivano a noi bambini per giocare e collezionare

Via Crispi e Via Roma erano percorribili in entrambi i sensi, i marciapiedi tappezzati da quelle mattonelle di cemento sagomate a quadrati, via Assab, via Pietro Aretino fino al muretto che indicava l’inizio della copertura del Castro e la stessa via Petrarca erano sterrate.

Si ballava all’Aurora, al Fabbricone, al Verdi e pure al Medison di Pescaiola e in via Mazzini.
I carri e i carretti erano al mercato della frutta in Sant’Agostino e ogni tanto, secondo le stagioni veniva un camion che ribaltava una mucchia di mele o di aranci, le donne compravano a sporte, mica a peso e gli agrumi di qualità erano incartati.

Usavano delle carte veline che indicavano le varie fattorie siciliane o di altre zone del sud Italia, io ne tenevo di conto e ne avevo una bella scatola piena, non è che ne facevo collezione, ma le scatole sotto l’armadio erano le nostre cassaforti, per bullini, e pure per tappini oltre che delle carte veline.

Mi ricordo quando l’aranciata “roveta” iniziò a fare i tappini con li colori delle squadre di calcio di serie A, e le veline.
Queste servivano in giornate di pioggia a arrotolarle e incendiarle, e vedere chi le faceva andare più in alto.

Ah! le bucce degi agrumi spremute sprigionavano liquido che con i fiammiferi da cucina o candela incendiavano scoppiettando, questi erano i nostri giocattoli, quelli veri li guardavamo in vetrina dal Becherelli o dal 48.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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