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Due randagi in Comune, ma fuori il branco chiede risposte

Il vicesindaco Gamurrini pubblica il pranzo veloce con il sindaco Comanducci: una pizzetta, cinque minuti di pausa e poi di nuovo alle riunioni. Sotto il video, però, arrivano cantieri, buche, strade e commercianti esasperati

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Due randagi in Comune, ma fuori il branco chiede risposte

Il vicesindaco Gamurrini pubblica il pranzo veloce con il sindaco Comanducci: una pizzetta, cinque minuti di pausa e poi di nuovo alle riunioni. Sotto il video, però, arrivano cantieri, buche, strade e commercianti esasperati

“Due randagi in Comune”. Così il vicesindaco di Arezzo, Gianfrancesco Gamurrini, ha intitolato il video pubblicato sui social insieme al sindaco Marcello Comanducci.

Nel filmato i due mostrano il loro pranzo di lavoro: niente ostriche, caviale o camerieri in livrea, ma una pizza sfoglia consumata in pochi minuti. “Ora ci facciamo mettere un paio di brandine, dato che siamo qui quasi ventiquattr’ore su ventiquattro”, scherza Gamurrini,  spiegando che dopo cinque minuti di pausa si riparte con le riunioni.

Poi la promessa: “Con calma vi si dice su cosa si lavora”.
Ed è proprio quel “con calma” che ha acceso la miccia. Perché ad Arezzo ci sono cantieri che, secondo molti cittadini, di calma ne hanno già avuta parecchia.

Il post voleva probabilmente raccontare una giornata intensa e mostrare un volto più informale della nuova amministrazione. Missione riuscita a metà: il volto informale si è visto, ma quando il video è stato rilanciato e condiviso da altri profili, attorno alla pizzetta è comparso l’intero menù dei problemi cittadini.

Il commento più articolato arriva da un commerciante di via Marco Perennio e via Fiorentina, che chiede aggiornamenti concreti sui lavori e denuncia attività messe in difficoltà da mesi di cantieri, clienti diminuiti e tempi ancora incerti. Il messaggio è netto: tasse, bollette e affitti arrivano puntuali, mentre le risposte sui lavori sembrano viaggiare con maggiore prudenza.

Altri ricordano il cantiere di via Fiorentina, descritto come fermo nonostante le promesse di trasparenza. C’è chi segnala i disagi per i commercianti, chi chiede interventi in via Fra Guittone, via Veneto e nelle strade intorno ad Agazzi, e chi domanda direttamente quando verrà finalmente aperta la rotatoria.

Insomma, il video durava pochi secondi, ma i commenti hanno prodotto il primo piano triennale delle opere pubbliche dal basso.

Non sono mancate neppure le battute. C’è chi propone lettini, triclini e pranzi veri, chi offre di asciugare il sudore ai due amministratori e chi trasforma la pizzetta in una specie di simbolo della resistenza istituzionale.

Altri, invece, difendono il sindaco e il suo vice: un video informale non dovrebbe generare una polemica del genere, sostengono, e alla nuova giunta andrebbe concesso almeno il tempo di cominciare a lavorare.

Ed è probabilmente questa la lettura più sensata. Il filmato, preso da solo, non contiene niente di scandaloso. Mostrare due amministratori durante una pausa non è un crimine contro la città e, almeno per ora, la pizza sfoglia non risulta inserita nel codice penale.

Il problema è il contesto.

Quando i cittadini vivono cantieri interminabili, strade dissestate e promesse ancora da realizzare, anche una semplice pausa pranzo può diventare un comizio involontario. Non perché sindaco e vicesindaco non abbiano diritto a mangiare, ma perché ogni contenuto social viene ormai letto come una risposta, o come una mancata risposta, ai problemi della città.

Gamurrini ha annunciato che presto verrà spiegato su cosa stanno lavorando. A questo punto la curiosità è reale.

Non tanto per sapere se domani mangeranno un panino, una schiacciata o direttamente sopra una brandina, ma per conoscere finalmente i dossier capaci di sottrarre persino il tempo a un piatto di pasta.

Perché i cittadini possono anche perdonare una pizzetta fredda.

Un cantiere freddo, molto meno.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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