Una telefonata apparentemente partita dalla Questura di Prato, un finto ispettore di polizia e un bottino da circa 115mila euro in oro e gioielli. Una truffa studiata nei dettagli, conclusa però sull’autostrada A1, nel territorio di Arezzo, dove gli agenti della Polizia Stradale hanno fermato il presunto responsabile.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, l’uomo aveva contattato telefonicamente il titolare di una gioielleria e compro oro di Prato, riuscendo a far comparire sul display il numero della Questura. Presentandosi come un ispettore, aveva convinto il commerciante a raggiungere la sede di Calenzano della stessa attività per un presunto controllo documentale.
Una volta allontanato il titolare, il truffatore si sarebbe presentato nel negozio di Prato esibendo un falso tesserino della Polizia di Stato. Con questo stratagemma sarebbe riuscito a farsi consegnare preziosi per un valore stimato di circa 115mila euro.
Insomma, una Questura finta al telefono, un poliziotto finto in negozio e gioielli veri che prendevano il largo.
La fuga, però, è durata poco. Nel pomeriggio, in seguito a una segnalazione della centrale operativa, una pattuglia della Polizia Stradale ha intercettato e fermato l’automobilista lungo l’A1, nel comune di Arezzo.
Il nervosismo mostrato durante il controllo ha insospettito gli agenti, che hanno deciso di approfondire gli accertamenti perquisendo il veicolo.
Nell’abitacolo sono stati trovati una carta d’identità contraffatta valida per l’espatrio, un falso tesserino della Polizia di Stato con la dicitura «perito», la fotografia del fermato e i dati anagrafici di un’altra persona. Recuperati anche indumenti corrispondenti a quelli descritti dai testimoni e ripresi dalle telecamere di sorveglianza.
Ma soprattutto, nascosto in una valigia, è spuntato un involucro contenente 17 monili in metallo prezioso, completi di pietre e cartellini dei prezzi.
Gli accertamenti tecnici, i rilievi dattiloscopici e il materiale recuperato hanno consentito agli investigatori di collegare il fermato all’episodio avvenuto a Prato.
L’uomo è stato arrestato in flagranza per il possesso del documento d’identità falso e denunciato a piede libero per truffa. Le indagini proseguono per individuare eventuali complici e recuperare il resto dei preziosi sottratti.
Il finto ispettore aveva pensato praticamente a tutto, compreso far apparire sul telefono il numero della Questura. Non aveva però messo in conto un controllo della Polizia Stradale, quella vera.


