Arezzo – La Magistratura della Giostra ha presentato il conto per quanto accaduto durante la Giostra del Saracino del 6 settembre. E per Porta del Foro non è propriamente arrivato lo scontrino del caffè.
Nella serata di lunedì 28 settembre si sono svolte le audizioni degli incolpati citati nella relazione del Maestro di Campo Gabriele Veneri. Davanti alla Magistratura sono comparsi sei esponenti di Porta del Foro, cioè il capitano, l’allenatore e quattro figuranti, oltre a un figurante di Porta Crucifera.
Per il figurante rossoverde M.G., accusato di insulti e minacce rivolti al Maestro di Campo, è arrivata la deplorazione. La Magistratura ha tenuto conto del comportamento tenuto durante il procedimento, delle scuse presentate e dell’assenza di precedenti. Nel provvedimento viene precisato che, senza questi elementi, la sanzione sarebbe stata di almeno una Giostra di squalifica.

Più ricco il menù servito a Porta del Foro per l’invasione della lizza e per i comportamenti ritenuti irrispettosi e offensivi successivi alla penalizzazione inflitta al giostratore giallocremisi Francesco Rossi. Anche in questo caso sono stati valutati il riconoscimento dell’errore, le scuse degli incolpati, l’audizione del rettore e la memoria difensiva presentata dal quartiere.
Il risultato finale è questo:
- due Giostre di squalifica al capitano di Porta del Foro;
- una Giostra di squalifica ai figuranti G.G., M.M. e P.D.;
- quattro Giostre di squalifica al figurante I.J.;
- deplorazione per l’allenatore del quartiere.
In pratica, dopo la penalizzazione del 6 settembre, a San Lorentino è arrivato anche il secondo tempo: quello disciplinare. Con una distribuzione di squalifiche abbastanza generosa da far sembrare la lizza una tessera punti, solo che qui il premio finale è restare fuori.
Le scuse e il comportamento tenuto davanti alla Magistratura hanno contribuito ad alleggerire alcune posizioni. Il conto, però, resta tutt’altro che simbolico, soprattutto per il figurante fermato per quattro Giostre.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


