Oliver Stone ad Arezzo, alle prese non con Vietnam, Wall Street o complotti presidenziali, ma con un pezzo di storia cittadina che funziona da quasi cinque secoli.
A raccontare l’insolito pomeriggio è Pierluigi Rossi, che sui social ha pubblicato immagini e video della visita del celebre regista americano allo storico orologio meccanico del 1550.
Rossi racconta di aver mostrato a Stone anche la campana collegata all’orologio, caratterizzata, secondo quanto riferisce, da un’elevata presenza di argento nella lega metallica e da un suono particolarmente prolungato.
Poi l’invito che difficilmente un regista può rifiutare: provare direttamente.
«Ho invitato il regista a suonare la campana ascoltando l’eco», scrive Rossi, spiegando che quel particolare timbro viene definito “suono argentino”, proprio con riferimento all’argento.
Nel video Stone appare incuriosito e divertito dall’esperienza, decisamente diversa dalle scene per cui è passato alla storia del cinema.
Una piccola visita privata che diventa anche una discreta cartolina per Arezzo: mentre in giro per il mondo si celebrano gli ottant’anni del regista di “Platoon”, “JFK” e “Wall Street”, qualcuno è riuscito a mettergli in mano un pezzo di Cinquecento aretino.
E per una volta, ad Arezzo, a far parlare un americano non sono state né la Giostra né la bistecca. È bastata una campana.


