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Tre “MA” e una Chimera: Porta del Foro si prende la Prova Generale

Vitellozzi centra il 5 nello spareggio, Verni risponde ma viene penalizzato per carriera lenta. Il trofeo dedicato a Roberto Doro finisce proprio nella sede giallocremisi

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Tre “MA” e una Chimera: Porta del Foro si prende la Prova Generale

Vitellozzi centra il 5 nello spareggio, Verni risponde ma viene penalizzato per carriera lenta. Il trofeo dedicato a Roberto Doro finisce proprio nella sede giallocremisi

Porta del Foro vince la Prova Generale della 150ª Giostra del Saracino al termine di una serata decisa soltanto allo spareggio contro Porta Sant’Andrea.

E lo fa nella notte dedicata a Roberto Doro, storico quartierista e dirigente giallocremisi. Una di quelle coincidenze che, nel mondo della Giostra, smettono immediatamente di essere coincidenze e diventano segni del destino.

La serata comincia con Porta Santo Spirito. Elia Taverni affronta il Buratto con una buona carriera e ferma la lancia sul 4.

Poi arriva Matteo Vitellozzi per Porta del Foro. Il giallocremisi va deciso verso il Re delle Indie e colpisce il centro del tabellone: 5.

Porta Sant’Andrea risponde immediatamente con Elia Verni, che eguaglia Vitellozzi e porta anche i biancoverdi a quota 5.

A chiudere la prima serie è Leonardo Tavanti per Porta Crucifera. Il cavallo mostra qualche segno di nervosismo già al pozzo e Martino Gianni prova a contenerlo fino al momento della partenza.

Tavanti riesce comunque a colpire il centro.

La Piazza aspetta il punteggio.

Cinque.

MA…

Ed è il primo della serata.

La carriera viene giudicata lenta e il 5 di Tavanti subisce due punti di penalizzazione, diventando un 3. Pochissimi decimi di secondo cancellano così il centro e complicano subito la notte rossoverde.

La seconda serie riparte da Porta Santo Spirito e il copione decide di regalare un altro colpo di scena.

Elia Pineschi colpisce il 4, ma nell’impatto con il Buratto perde la lancia. Punteggio azzerato e Colombina praticamente fuori dalla corsa.

Porta del Foro manda quindi sulla lizza Niccolò Scarpini. Il centro è vicino, ma la lancia si ferma sul 4: la Chimera sale a quota 9.

Leonardo Tozzi fa esattamente lo stesso per Porta Sant’Andrea. Altro 4 e anche i biancoverdi arrivano a 9.

A Porta Crucifera servirebbe qualcosa di molto vicino a un miracolo.

Niccolò Nassi forza la carriera e il centro lo trova davvero: 5.

Ma non basta.

Colcitrone si ferma a 8 e la Prova Generale diventa una questione tra Porta del Foro e Porta Sant’Andrea.


Lo spareggio e l’ultimo “MA”

Matteo Vitellozzi torna al pozzo per Porta del Foro e non cambia programma: ancora centro.

Cinque.

A Porta Sant’Andrea rimane una sola possibilità: fare altrettanto e prolungare la sfida.

Elia Verni parte, colpisce il centro e per qualche secondo sembra aver rimesso tutto in equilibrio.

La Piazza esplode.

Poi arriva l’Araldo.

MA…

Di nuovo.

Carriera lenta, due punti di penalizzazione.

Il 5 diventa 3 e la festa cambia improvvisamente colore.

Porta del Foro vince la Prova Generale e riporta in San Lorentino il trofeo dedicato proprio a Roberto Doro, uomo che per decenni ha rappresentato una parte importante della storia giallocremisi.

Domenica, però, si ricomincia da zero

La Prova Generale era riservata alle seconde lance, ma quanto visto durante la settimana e nella serata di venerdì lascia comunque qualche indicazione in vista della Giostra di domenica.

Porta del Foro e Porta Sant’Andrea hanno confermato solidità e continuità, arrivando fino allo spareggio.

Porta Santo Spirito e Porta Crucifera hanno invece avuto una serata più complicata, anche se tra prove, titolari, cavalli diversi e pressione della Giostra vera qualsiasi sentenza pronunciata oggi rischia di durare meno di una carriera lenta.

Domenica 6 settembre Piazza Grande ospiterà la 150ª edizione della Giostra del Saracino.

E Buratto, dopo una Prova Generale nella quale tra centri, lance perdute e penalizzazioni ha fatto abbondantemente il proprio mestiere, sarà ancora lì.

Stavolta, però, in palio non ci sarà una prova.

Ci sarà la Lancia d’Oro.

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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