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Favole dell’abbandono: Gelati e libertà

Le favole di Gianni Micheli
Tra coni coraggiosi e palline di gelato in fuga, una parabola dolceamara sull'illusione della libertà e sul valore del viaggio condiviso

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Favole dell’abbandono: Gelati e libertà

Le favole di Gianni Micheli
Tra coni coraggiosi e palline di gelato in fuga, una parabola dolceamara sull'illusione della libertà e sul valore del viaggio condiviso

Chi ha il cuore sensibile non legga questa favola perché a squagliarsi per primo fu il fiordilatte. Quando il cono cercò di piegarsi per passare sotto la sbarra che li teneva tutti sequestrati, il fiordilatte si sporse per respirare quell’aria che tanto bramava. Già gocciolava. Fu un momento e la palla di gelato si rovesciò sull’asfalto. Il cono cercò di recuperarla. Fu vittima lui stesso della gravità. A gamba all’aria, la testa appiccicata al gelato liquefatto, non riuscì a far altro che arrendersi all’evidenza.

Gliel’avevano chiesto al fiordilatte: “Come faremo?”.

“In qualche modo” aveva risposto ed era partito.

Il cioccolato fu il secondo a cadere. In verità a sdraiarsi fu proprio il cono.

“Rotoliamo fuori!” disse e la palla gelato non seppe rispondergli. Non fece in tempo. Già si sentiva languida.

Quando il cono si distese il cioccolato fuoriuscì di botto sull’asfalto. Era già a temperatura ambiente. Il cono ne constatò lo stato liquido e borbottò una scusa. Sapeva che non sarebbe servito a nulla ma doveva farlo, almeno per sé stesso.

La nocciola, spronando il cono, provò l’arrampicata. “Passeremo da sopra” disse. Rovinarono al suolo scivolando su quel metallo caldo e sul loro stesso latte biscottato zuccherato. Il cono si frantumò e fu beccato dai piccioni che ne fecero scempio.

Fu in quel cadere che la stracciatella s’arrese. Era appena arrivata. Ci aveva pensato sopra. Non era convinta. Lei non sarebbe scappata. Non voleva. Sapeva che non avrebbero passato quella grata. Soprattutto in una giornata di sole all’inizio dell’estate. Ma fiordilatte aveva insistito, “Non riesco più a stare rintanata in questa vaschetta. Dobbiamo scappare… i coni ci stanno, sono con noi!”, e fiordilatte, cioccolato e nocciola erano i suoi amici fin dai tempi delle prime giravolte, quando ancora non erano che bianco scioglievole meraviglioso che fa sognare i grandi e i bambini. Non voleva lasciarli soli.

Ormai che c’era, ormai che era lì, ormai che l’aveva fatto, mentre i suoi amici evaporavano al sole macchiando la terra, chiese anche al cono di rinunciare. Lui, che già non riusciva più a stare in equilibrio su quella sua punta fragile, le si rovesciò sopra quasi chiedendole scusa. “Ma quale scu…” provò a dire la stracciatella mentre già si mischiava alla nocciola e al cioccolato cercando di abbracciare il fiordilatte, per quel che poteva e per quel che bastava ad un addio.

Avevano cercato “la libertà”, così come voleva fiordilatte. L’avevano trovata? Non fuori, certo, ma forse, in qualche modo, in quel viaggio. In quella fuga. In quella speranza. Perché anche la libertà ha un confine ma non vuol dire che faccia rima con la parola “fine”.

Gianni Micheli
Gianni Michelihttp://www.giannimicheli.it
Gianni Micheli Giornalista, scrittore, regista, attore, musicista e collezionista di storie. Sulla carta, sul web, in teatro e a scuola, ha una particolare predilezione per la scrittura creativa, la drammaturgia dedicata all’infanzia, la multiculturalità e per il teatro civile. Dal 2012 è uno degli autori della Staffetta di Scrittura Creativa organizzata da BiMed (Biennale della Scienze e delle Arti del Mediterraneo). Nel 2020 è uscito Testone il piccione, Vertigo Edizioni. Nel 2021 con Lezioni d’amore e di chitarra, Edizioni Helicon. Ha collaborato, tra gli altri, con Stefano Massini, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli, Dario Brunori, Margherita Vicario, Moni Ovadia, Marisa Fabbri. È apparso sulla Rai e La7. Parte dello staff di Officine della Cultura è responsabile dell’ufficio stampa di alcuni importanti festival nazionali. È tra i fondatori dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. www.giannimicheli.it - www.giannimicheli.eu

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