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A sorte e via: per il sindaco si pesca all’anagrafe (così almeno si ride)

L’idea del sorteggio come metodo per scegliere il sindaco nasce come provocazione ironica del giornalista aretino e diventa spunto di riflessione sul caos delle candidature

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A sorte e via: per il sindaco si pesca all’anagrafe (così almeno si ride)

L’idea del sorteggio come metodo per scegliere il sindaco nasce come provocazione ironica del giornalista aretino e diventa spunto di riflessione sul caos delle candidature

Sindaco estratto a sorte? La provocazione (ironica) di Ivo Brocchi accende il dibattito

È una provocazione, dichiaratamente ironica, quella lanciata dal giornalista aretino Ivo Brocchi su Facebook. Una provocazione che l’Ortica raccoglie, rilancia e rielabora in chiave Ortica, perché a volte per dire una cosa seria bisogna farla ridendo.

C’è chi l’ha buttata lì per scherzo, ma a forza di leggere tira e molla, veti incrociati, “il sindaco però lo faccio io”, civiche più civiche degli altri e partiti che cambiano tutto per non cambiare nulla… quasi quasi il “Metodo Nordio” – come l’ha chiamato con ironia il giornalista aretino Ivo Brocchi – pare la soluzione più lineare: il sorteggio.

Sì, avete capito bene. Si va all’anagrafe, si prende l’elenco, si chiama un bimbo bendato (controllato dal gestore del Bingo cittadino, che almeno lui di estrazioni se ne intende) e via: prima si pesca il sindaco, poi gli assessori – pure loro rigorosamente a sorte – e infine i 32 consiglieri comunali. Seduta fiume con panini e caffè, e quello che si risparmia sulle elezioni si usa per tappare le buche. Che a occhio e croce son più delle correnti interne ai partiti.

Perché diciamocelo in ortichese stretto: qui un si capisce più nulla. Coalizioni che parlano di cambiamento e poi ripropongono sempre i soliti nomi, liste civiche che nascono come funghi ma litigano per la poltrona prima ancora di avere il programma, correnti, correntine, loggette, circolini, comitati del sì, del no, del boh e pure del “vediamo come tira il vento”. Manca solo il circolo del ricamo orientale e poi s’è fatto tombola.

Il bello è che metà città diserterà le urne e l’altra metà il giorno dopo sarà già su Facebook a brontolare per l’erba alta e le buche in città. Ma se la scelta sembra una gara fra squaletti, c’è pure chi dice: “io vado al mare e poi mi lamento gratis sui social”. E come dargli torto?

Sotto l’ironia però c’è una stoccata seria. Perché – e qui Brocchi lo dice chiaro – il sindaco un è un testimonial da campagna pubblicitaria. Un è uno slogan ben stampato o una foto fatta bene col tramonto dietro. È uno che deve sapere dove mettere le mani, conoscere la città, le imprese, i quartieri, le persone. Uno che abbia esperienza vera, non solo follower.

Qualcuno nei commenti ricorda che il sorteggio esisteva già nell’antica Grecia. Qualcun altro propone il metodo medievale: chiudere i candidati dentro, scoperchiare il tetto e dargli poco pane e acqua finché un trovano l’accordo. Altri ancora dicono che tanto s’è già deciso tutto nelle segrete stanze. Insomma, il clima è quello: più che una campagna elettorale pare una barzelletta.

E allora sì, ridiamoci sopra. Che tanto stasera inizia Sanremo e per qualche giorno si parla d’altro.

Ma dopo le risate resta la questione: scegliere una persona competente, equilibrata, senza paturnie o manie di grandezza, che sappia ascoltare e proporre, spiegare le cose senza fumo negli occhi e senza slogan da supermercato. Perché una scelta sbagliata ce la portiamo dietro per cinque, forse dieci anni.

Destra, sinistra, centro, civiche, lobby: basta giochini. Arezzo – la nostra meravigliosa città – merita un sindaco vero, non estratto come un numero al Bingo. Anche se, a questo punto, qualcuno è convinto che peggio di così… un si potrebbe fare.

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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