Se l’assessore al ramo, Gianfrancesco Gamurrini, continua a prendersela con ogni specie di verde, va a finire che se la prende anche con la Lega e fa cadere la giunta .
Basta che ci sia il verde di mezzo e lui manda motoseghe, falci, decespugliatori per capitozzare i lecci, abbattere ogni pino purchè abbia una storia, come quello di Saione.
Ora dalle piante ad alto fusto è passato ai cespugli: ma non quelli che crescono anche in mezzo alla strada, o da una stagione all’altra spuntano sui muri.
Se la prende con i capperi che da sempre calano dalle mura e che al momento giusto vengono raccolti dalle massaie per cucinare o fare la pizza alla napoletana.
Un bel risparmio visti i prezzi di un vasetto con non più di una ventina di capperi.
Ora è finita la pacchia, perché l’assessore al ramo ha disposto l’estirpazione del cappero.
E da dove poteva cominciare se non dai capperi che calano dall’angolo più antico delle mura, proprio quello del Palazzo del Popolo o di quanto ne resta dopo la distruzione di Cosimo de’ Medici?
E pensare che neanche Cosimo che pure abbattè i palazzi dei nobili aretini, tagliò i capperi: lui almeno alle massaie ci pensò.

Dopo il taglio del pino, il taglio del cappero?
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Dopo il taglio del pino, il taglio del cappero?
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