Scuole, strade, rotatorie, manutenzioni e interventi nelle frazioni. Il Consiglio comunale di Arezzo del 29 ottobre ha approvato la variazione al piano triennale dei lavori pubblici, presentata dal vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini come la prima impronta del mandato Comanducci.
La linea annunciata è chiara: niente grandi opere inseguite senza copertura, ma interventi che l’amministrazione ritiene realizzabili con finanziamenti certi. Un proposito condivisibile, naturalmente. Anche perché ad Arezzo di cantieri capaci di mettere alla prova la pazienza dei cittadini se ne conosce già qualcuno.
Cinque milioni dalla rete del gas: per ora è una previsione
Tra le risorse su cui conta il Comune ci sono 5 milioni di euro che l’amministrazione confida di ottenere dall’alienazione della rete residua del gas. La distinzione è importante: Gamurrini ha parlato di un finanziamento atteso, non di denaro già incassato.
A questo dovrebbero aggiungersi fondi comunali e finanziamenti ottenuti partecipando a bandi pubblici. Di conseguenza, per valutare quanto del programma sia effettivamente coperto e in quali tempi servirà esaminare gli stanziamenti associati ai singoli interventi.
Scuole, energia e manutenzione delle strade
Il primo settore indicato da Gamurrini è quello degli edifici scolastici: riqualificazione, ammodernamento, sicurezza ed efficienza energetica, anche attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici.
Analoga attenzione è stata annunciata per il patrimonio immobiliare comunale, con l’obiettivo di migliorare le condizioni degli edifici e ridurre la spesa energetica corrente.
Sulla viabilità, il programma prevede interventi agli incroci e ai punti d’intersezione, nuove rotatorie e una maggiore attenzione alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade.
Il vicesindaco ha ricordato che per il 2026 risultano già finanziati gli interventi su via Petrarca e sulla strada di collegamento tra San Zeno e il raccordo. Essere finanziati, però, non equivale a essere ultimati: per conoscere il calendario operativo servono i cronoprogrammi.
Il ponte alla Chiassa e la passerella di Rigutino
Nel piano trovano spazio anche due opere attese nelle frazioni: il ponte a Ponte alla Chiassa, indicato come già in fase di affidamento, e la passerella di Rigutino.
Gamurrini ha citato inoltre via Padre Caprara, via Molinara e Poggio Cuculo, senza entrare nel dettaglio delle rispettive somme e scadenze. Nella programmazione rientrano poi le mura storiche, il verde pubblico e gli impianti sportivi.
Il Comune annuncia che procederà secondo un ordine di priorità. La vera verifica sarà capire quali interventi partiranno per primi, quali resteranno subordinati a nuovi finanziamenti e quali avranno un calendario di esecuzione consultabile dai cittadini.
Il dettaglio che manca: quali opere escono dal piano?
La presentazione della variazione contiene anche un passaggio che merita attenzione. Gamurrini ha spiegato che il nuovo piano include opere programmate e altre che vengono eliminate. Ma nel resoconto diffuso dopo la seduta non compare l’elenco degli interventi cancellati.
Non è una questione secondaria: quando si modifica un piano triennale, sapere cosa entra è utile, ma conoscere cosa esce lo è altrettanto. Soprattutto per i quartieri e le frazioni che aspettano un’opera da anni.
Per valutare fino in fondo il nuovo programma servirà dunque un confronto puntuale tra il piano precedente e la variazione approvata, con importi, fonti di finanziamento e tempi previsti.
Intanto l’amministrazione Comanducci sceglie la parola d’ordine della concretezza. Una scelta che i cittadini potranno misurare senza bisogno di troppe conferenze stampa: basterà vedere i lavori partire, procedere e, possibilmente, finire.


