Ore 0.15. Sono nel tinello con la mia pappagallina Lucy, che da sopra la spalla mi sussurra: «Che ci sei andato a fare!?». E io, come un alunno mesto e stanco che risponde alla sua guida alata, cerco di trovare una giustificazione, un motivo per questa passione che mai mi ha abbandonato e mai mi abbandonerà…
Il successo meritato e sudato raggiunto dalla società e da tutti, nella passata stagione, poteva portarci a un assetto adeguato a una categoria che non conoscevamo da vent’anni.
Rapidità, fisicità mentale e tecnica sono le asticelle che dovevamo cercare nei ragazzi per approntare una squadra da questa categoria. Il gradino da affrontare era alto, e forse non siamo riusciti a superarlo per inesperienza.
Già in tempi assai remoti parlavo di mancanza di rapidità nei recuperi difensivi. La lentezza, se crei spazi agli avversari, è un lasciapassare per molte concorrenti in questa categoria. Non basta l’esperienza, né la giovane età, e neppure la posizione: chi arriva primo prende la palla, chi prima si smarca riceve il passaggio e, infine, chi ha gli attributi e vuole vincere difficilmente perde!
Un portiere che forse, a spese di altri, ci dobbiamo allevare. Un centrocampo dove l’interdizione è affidata a uno che arriva sempre in ritardo sui contrasti, Mawuli: ogni partita un’ammonizione. Sala e Ionita fanno più un pressing avanzato che un’interdizione difensiva, e sono due fasi di gioco totalmente differenti.
Dei tre player, Iaccarino era riserva di Guccione in quel ruolo, in Serie C; Viviani pure, e Chierico è stato adattato. Non fanno un filtro efficace, lasciando i centrali in balia delle ripartenze veloci.
Sugli esterni di dietro, i due migliori si sono dimostrati Renzi e Righetti, pur essendo delle matricole. Ma non danno più una mano consistente alle fasce laterali come accadeva in Serie C, e gli esterni offensivi ne risentono, non avendo più un compagno in sovrapposizione. Così il gioco dei «carrelli» non può essere continuo. Le aperture lunghe, a calice, sulle ali, senza questa variante, permettono agli avversari di intervenire più facilmente con una doppia marcatura.
Inoltre, il nostro gioco relega il centravanti a fare una boa avanzata: o smista il pallone oppure prova a far salire la squadra…
Degli otto gol fatti, due sono arrivati su rigore e due se li sono fatti da sé gli avversari. Ne abbiamo però subiti diciannove, molti dei quali nel secondo tempo.
Domenica arriva un carro armato, con Gori, Brunori, Silipo, D’Uffizi, Milanese, Rizzo, Guiebre e gli altri. E con il gioco di possesso palla di Tomei. Sarà un altro set tennistico? Anche perché Gilli, Chierico e pure Illanes e Viviani difficilmente ci saranno.
Il paracadute non si è aperto, il marmo è duro e parecchie olive fanno male al corpo di noi tifosi?!
🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.


