A Montemignaio, nell’alto Casentino, una donna di circa 70 anni è stata trovata morta nel proprio appartamento di edilizia popolare. Il decesso risalirebbe a diversi mesi fa, probabilmente all’estate, ma nessuno si era accorto di quanto accaduto.
La scoperta è avvenuta una decina di giorni fa, anche se la notizia è emersa soltanto oggi, 14 ottobre.
A far scattare l’allarme sono stati gli addetti di Arezzo Casa, dopo aver constatato che la donna risultava irreperibile e che non era possibile effettuare i periodici controlli dell’alloggio.
Sono quindi intervenuti i carabinieri, che hanno forzato la porta d’ingresso trovando il corpo senza vita della settantenne.
Secondo quanto emerso, la morte sarebbe avvenuta per cause naturali.
Ma accanto alla cronaca resta una domanda che pesa più di tutte: com’è possibile morire in casa e restare per mesi senza che nessuno se ne accorga?
Una vicenda che riporta al centro il problema della solitudine, soprattutto tra le persone anziane. Non sappiamo quali fossero le condizioni familiari e sociali della donna, né quali rapporti mantenesse con l’esterno. Sarebbe quindi ingiusto attribuire responsabilità senza conoscere questi aspetti.
Resta però l’amarezza di una vita che si è conclusa nel silenzio, dietro una porta chiusa.
In un’epoca in cui siamo tutti raggiungibili, connessi e costantemente informati su quello che fanno gli altri, può ancora accadere che una persona scompaia dalla quotidianità senza che nessuno se ne renda conto per mesi.
E questa, più di qualsiasi altra considerazione, è la parte più triste della notizia.


