Sabato 19 settembre le auto storiche del Gran Premio Nuvolari attraverseranno Arezzo. Per ammirarle basta andare in centro; per parcheggiare, invece, serviranno ottimismo, memoria e una certa predisposizione alla rinuncia.
Arezzo sarà interessata dalla seconda tappa dell’edizione 2026 della manifestazione, partita da Rimini e diretta attraverso Marche, Umbria e Toscana prima del ritorno nella città romagnola. Il percorso toccherà Sant’Angelo in Vado, Città di Castello, l’autodromo di Magione, Panicale, Cortona, Arezzo, Sansepolcro, il passo di Viamaggio e Monte Titano.
Per consentire il passaggio delle vetture, dalle 13 alle 18 scatterà il divieto di sosta con rimozione nel tratto di corso Italia compreso tra via Roma e via Vasari, in piazza Grande, via di Seteria, nel tratto di via Borgunto tra piaggia San Bartolomeo e piazza Grande, in via Vasari e in via dei Pileati.
Dalle 14 alle 18 sarà invece vietato il transito nello stesso tratto di corso Italia, nel tratto di via Mazzini tra via dell’Agania e corso Italia, nel tratto di via Garibaldi fra via Madonna del Prato e corso Italia, in via di Seteria, piazza Grande, nel tratto di via Borgunto tra piaggia San Bartolomeo e piazza Grande, via Vasari e via dei Pileati.
Nella stessa fascia oraria saranno disattivati gli accessi video-controllati della Ztl all’angolo tra via Roma e corso Italia, in via dei Pileati in uscita, in viale Bruno Buozzi in entrata e in uscita, in via Borgunto, piaggia San Martino e via Mazzini.
Ulteriori modifiche riguarderanno corso Italia tra via Cavour e via Bicchieraia, dove sarà vietato l’accesso ai veicoli. Via Pescaia diventerà strada senza uscita, con transito consentito ai soli residenti e ingresso e uscita da via Mazzini. Anche via degli Albergotti e via Bicchieraia diventeranno strade senza uscita, con accesso riservato ai residenti da via Cesalpino.
Insomma, per qualche ora il centro storico tornerà indietro nel tempo insieme alle automobili. Con una differenza: le auto d’epoca sapranno esattamente dove andare.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


