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Rigutino, il paese è spezzato ma il cronoprogramma sta benissimo

La passerella demolita nel novembre 2023 continua a dividere il paese. Il cronoprogramma prevedeva l’affidamento dei lavori entro il 31 luglio 2026, ma i residenti denunciano ritardi, disagi e pericoli lungo la Statale 71

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Rigutino, il paese è spezzato ma il cronoprogramma sta benissimo

La passerella demolita nel novembre 2023 continua a dividere il paese. Il cronoprogramma prevedeva l’affidamento dei lavori entro il 31 luglio 2026, ma i residenti denunciano ritardi, disagi e pericoli lungo la Statale 71

A Rigutino la passerella pedonale non c’è più dal novembre 2023 e, secondo il cronoprogramma predisposto per l’intervento, i lavori avrebbero dovuto essere affidati entro il 31 luglio 2026.

La data è passata, ma del nuovo collegamento tra le due parti del paese, almeno per il momento, non si vede neppure l’ombra. O meglio, si vedono fotografie, cronoprogrammi, interrogazioni, finanziamenti, dichiarazioni e perfino fantasiosi progetti alternativi. Manca soltanto il ponte, dettaglio marginale nel meraviglioso universo delle opere pubbliche italiane.

Oggi Amaranto Channel ha dedicato un servizio alla vicenda, raccogliendo le testimonianze di alcuni residenti davanti al punto in cui sorgeva la vecchia passerella.

Un’opera apparentemente modesta, ma fondamentale per una frazione che dal 2023 si trova, di fatto, divisa in due.

Il paese tagliato in due

«Il luglio doveva essere il mese in cui venivano assegnati i lavori, invece ci risulta che siamo ancora in alto mare», spiegano i residenti intervistati.

L’assenza della passerella obbliga pedoni, famiglie e ciclisti a utilizzare la Statale 71 per raggiungere il mercato, i negozi e i servizi situati dall’altra parte del paese.

Un percorso particolarmente complicato per chi si muove con passeggini, bambini piccoli o biciclette.

«Il marciapiede è piccolissimo e pericolosissimo. Con i bambini dobbiamo avere trecento occhi e non bastano», racconta una residente.

Anche l’area verde attrezzata situata da una parte del paese avrebbe risentito della mancanza del collegamento pedonale.

«Non viene più nessuno, è diventata un deserto», viene spiegato nel servizio.

Il cronoprogramma rimasto sulla carta

Il documento relativo all’intervento indicava una successione di scadenze piuttosto precisa:

approvazione del progetto di fattibilità entro il 31 maggio 2026;
approvazione del progetto esecutivo entro il 30 giugno;
affidamento dei lavori entro il 31 luglio;
ultimazione entro il 31 ottobre;
collaudo entro il 30 novembre;
rendicontazione entro il 31 dicembre 2026.

Una tabella impeccabile, almeno finché rimane stampata su un foglio. Le opere pubbliche, purtroppo, hanno il brutto vizio di dover essere realizzate anche fuori dalle celle di Excel.

La questione era già stata sollevata dal consigliere comunale del Partito Democratico Andrea Gallorini, che aveva chiesto chiarimenti sullo stato dell’intervento e sul rispetto delle scadenze.

Secondo quanto riportato dalla stampa, il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini avrebbe indicato come obiettivo prioritario l’indizione della gara entro il 31 dicembre 2026, necessaria per bloccare e salvaguardare le risorse regionali ottenute.

Il punto politico e amministrativo è quindi semplice: il cronoprogramma prevedeva l’affidamento a luglio, mentre adesso l’urgenza sembra essere diventata riuscire almeno a indire la gara entro dicembre.

Dalla passerella pronta entro ottobre siamo dunque passati alla speranza di non perdere il finanziamento a fine anno. Una progressione narrativa che farebbe invidia alle serie televisive, ma che diverte decisamente meno chi deve attraversare ogni giorno la Statale.

«Non è una questione politica, ma di buon senso»

I residenti precisano di non voler trasformare la protesta in uno scontro contro la nuova amministrazione comunale, che si è trovata a gestire un percorso impostato dalla precedente Giunta.

«Non abbiamo nulla contro questa amministrazione», affermano nel servizio. «Chiediamo solamente che facciano in modo di realizzare questa opera nei tempi, senza perdere il finanziamento regionale già stanziato».

Una posizione chiara: meno rimpalli, meno cavilli e soprattutto una soluzione concreta.

«Qua un ponte c’era ed era funzionale. Doveva essere sistemato», sottolinea un intervistato, mettendo in discussione tempi e costi di un intervento che, agli occhi dei cittadini, avrebbe potuto essere affrontato con maggiore rapidità.

Le passerelle alternative

Nel gruppo Facebook “Sei di Rigutino se…” qualcuno ha provato a dare una mano al Genio civile, almeno con l’immaginazione.

La provocatoria proposta pubblicata sui social una passerella in versione imperiale per spendere fino all’ultimo centesimo disponibile

Sono state pubblicate due possibili soluzioni: una essenziale ed economica, rappresentata da uno striscione sistemato nel punto del vecchio passaggio, e una decisamente più sontuosa, con balaustre, statue dorate e decorazioni degne di una villa imperiale.

La seconda proposta, molto probabilmente realizzata con l’intelligenza artificiale, viene presentata ironicamente come la soluzione adatta per spendere «fino all’ultimo centesimo» delle risorse regionali disponibili.

Nell’immagine campeggia anche una minacciosa citazione dantesca. Un avvertimento forse destinato alle anime prave, forse ai pedoni che tentano di attraversare la Statale 71, ormai difficili da distinguere per livello di rischio.

I commenti dei cittadini

La discussione sui social ha raccolto subito reazioni piuttosto nette.

Massimo  definisce la vicenda «da Guinness dei primati in negativo».

Maria   osserva: «Neanche si trattasse di costruire il ponte sullo Stretto».

In un altro commento viene ricordato un costo indicativo di 173mila euro, in gran parte coperto da risorse regionali. Trattandosi di un dato riportato sui social, sarà opportuno attendere o verificare la documentazione ufficiale prima di considerarlo definitivo.

Bracco Baldo riassume invece la situazione con una frase molto aretina nella sostanza, se non nell’anagrafe: «Cambia il maestro, ma la banda è sempre la stessa».

La banda, nel frattempo, continua a suonare. I rigutinesi, per attraversare il paese, continuano invece a sperare di non essere suonati da qualche automobile.

Adesso servono date certe

La passerella di Rigutino non è un’opera monumentale, ma un collegamento necessario per la sicurezza e la quotidianità della frazione.

I cittadini non chiedono un ponte sullo Stretto, una linea ferroviaria ad alta velocità o un viadotto sospeso con vista sulla Valdichiana. Chiedono di poter andare da una parte all’altra del paese senza dover affrontare la Statale 71 con bambini, biciclette e passeggini.

Dopo quasi tre anni di attesa, la questione non può più essere risolta con un nuovo annuncio o con l’ennesima data scritta su un documento.

Serve sapere a che punto si trova realmente il progetto, quando sarà bandita la gara, quando aprirà il cantiere e se il finanziamento regionale è effettivamente al sicuro.

Perché a Rigutino, la passerella dei miracoli: per vederla serve ancora fede. Prima che si trasformi definitivamente nella passerella dei ricordi, sarebbe il caso di ricostruirla.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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