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Incendia le sterpaglie e si fa riprendere: alla Carbonaia il piromane con l’abbonamento alla videosorveglianza

Le immagini registrate nei pressi di Radio Fly avrebbero permesso agli investigatori di individuare l’automobile presente nella zona al momento dell’innesco. Il presunto responsabile è stato denunciato.

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Incendia le sterpaglie e si fa riprendere: alla Carbonaia il piromane con l’abbonamento alla videosorveglianza

Le immagini registrate nei pressi di Radio Fly avrebbero permesso agli investigatori di individuare l’automobile presente nella zona al momento dell’innesco. Il presunto responsabile è stato denunciato.

Questo articolo usa l’ironia e linguaggio vernacolare per commentare fatti reali

Ad Arezzo anche per appiccare un incendio bisogna ormai fare i conti con la tecnologia. Un dettaglio evidentemente sfuggito al presunto piromane della Carbonaia, che avrebbe scelto di entrare in azione proprio davanti a una serie di telecamere, lasciando agli investigatori un’indagine praticamente già montata, con tanto di immagini e automobile in primo piano.
L’incendio era divampato sabato nella zona industriale della Carbonaia, alla periferia di Arezzo. Le fiamme, partite dalle sterpaglie lungo il bordo della strada, si erano rapidamente estese a un campo di erba secca, avvicinandosi pericolosamente alla recinzione di un’azienda orafa.

A dare l’allarme erano stati alcuni cittadini, dopo aver notato una densa colonna di fumo alzarsi dalla zona. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco con due mezzi, riuscendo a fermare il rogo prima che raggiungesse gli stabilimenti. Perché incendiare un campo è già una pessima idea, ma farlo accanto a una zona produttiva rappresenta quel salto di qualità che nessuno aveva richiesto.

Le indagini si sono concentrate sulle registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nelle vicinanze. Fondamentali sarebbero state, in particolare, le immagini delle telecamere di Radio Fly, situata a poche decine di metri dal luogo dell’incendio.

Dai filmati sarebbe emerso il passaggio di una Dacia Sandero proprio nei momenti in cui si sviluppavano le fiamme. Attraverso la targa e i successivi accertamenti, gli investigatori sarebbero risaliti al proprietario del veicolo: un aretino di 54 anni, denunciato al termine delle verifiche.

Le immagini avrebbero quindi consentito di collegare la presenza dell’automobile all’innesco del rogo. Saranno gli ulteriori approfondimenti investigativi e l’eventuale procedimento giudiziario a stabilire con precisione dinamica e responsabilità.

Nel frattempo resta una certezza: nell’estate delle temperature record, dell’erba secca e degli incendi dietro ogni curva, serviva anche quello che avrebbe acceso il fuoco volontariamente. Con l’aggravante di essersi esibito davanti alle telecamere, trasformando la Carbonaia in una puntata di “Chi l’ha visto?”, durata però molto meno del previsto.

Perché il fuoco potrà anche cancellare le sterpaglie. Le targhe, purtroppo per qualcuno, assai meno.

Redazione
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