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Stadio e mercato, davvero ci s’ingorga per sette sabati l’anno? E allora spostiamo i banchi, non il Comunale

Tra anticipi, posticipi e partite in notturna, i problemi riguarderebbero pochi appuntamenti. E la soluzione, forse, è più semplice di quanto sembri

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Stadio e mercato, davvero ci s’ingorga per sette sabati l’anno? E allora spostiamo i banchi, non il Comunale

Tra anticipi, posticipi e partite in notturna, i problemi riguarderebbero pochi appuntamenti. E la soluzione, forse, è più semplice di quanto sembri

Per mesi s’è sentito ripetere che mercato e calcio insieme sono un problema, che le auto si bloccano, che la città va in tilt e che raggiungere lo stadio diventa un’impresa degna della Parigi-Dakar.

Ma a guardare bene il calendario, forse il dramma è meno drammatico di come viene raccontato.

Non tutte le partite del sabato si giocheranno alle tre del pomeriggio. Alcune saranno in orari che consentiranno di arrivare allo stadio senza particolari difficoltà, altre, per esigenze televisive e di classifica, finiranno in notturna, oppure saranno anticipate o posticipate. Senza contare i turni infrasettimanali.

Alla fine, i casi realmente problematici sarebbero appena sei o sette nell’arco di un’intera stagione. Sei o sette eventi su cinquantaquattro settimane.

E allora viene spontaneo chiedersi se davvero sia necessario trasformare ogni partita in una questione di Stato.

Già settimane fa l’Ortica aveva lanciato una provocazione, quella che si sente anche al bar davanti al caffè:

“Ma se il mercato deve essere un problema per lo stadio e lo stadio per il mercato… perché un si sposta uno dei due?”

Lo stadio Comunale, piaccia o no, è lì da sempre e difficilmente metterà le ruote per andare altrove. I banchi, invece, per definizione sono mobili.

Perché allora, nei pochi sabati in cui potrebbe crearsi qualche disagio, non prevedere una sistemazione alternativa all’Arena Eden e in via Guadagnoli, zone che già ospitano fiere e manifestazioni?

Forse qualcuno storcerà il naso. Ma tra rivoluzionare una città per sei sabati l’anno e trovare una soluzione temporanea, la seconda opzione sembra quella del buonsenso.

Sempre che, ad Arezzo, il buonsenso non sia diventato merce più rara dei pomodori al mercato.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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