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Arezzo capitale delle voci: il Polifonico porta il mondo in città e in provincia

Dal 19 al 23 agosto torna il festival corale più antico d’Europa: circa 400 coristi, concerti gratuiti, concorsi internazionali ed esibizioni anche a Sansepolcro, Subbiano, Ponticino e Castiglion Fibocchi

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Arezzo capitale delle voci: il Polifonico porta il mondo in città e in provincia

Dal 19 al 23 agosto torna il festival corale più antico d’Europa: circa 400 coristi, concerti gratuiti, concorsi internazionali ed esibizioni anche a Sansepolcro, Subbiano, Ponticino e Castiglion Fibocchi

Dall’Indonesia alla Cina, dalle Filippine all’Italia: per cinque giorni Arezzo torna a parlare una lingua universale, quella della musica. Da mercoledì 19 a domenica 23 agosto 2026 è in programma la 74ª edizione del Concorso Polifonico Internazionale “Guido d’Arezzo”, cuore de “Il Polifonico”, considerato il festival corale più antico d’Europa.

Una manifestazione che porterà in città circa 400 persone tra coristi, direttori, artisti, studiosi e componenti delle giurie internazionali, mentre migliaia di appassionati potranno seguire gli appuntamenti anche attraverso lo streaming.

Per qualche giorno, insomma, Arezzo diventerà davvero capitale mondiale della polifonia. E non per la solita autocertificazione da dépliant turistico, ma perché cori provenienti da diversi continenti si confronteranno nella città che porta il nome di Guido Monaco, figura fondamentale nella storia della notazione musicale.

Il festival sarà diretto da Luigi Marzola e organizzato dalla Fondazione Guido d’Arezzo, presieduta dall’assessore alla cultura Natalie Dentini e diretta da Luca Provenzani, in collaborazione con Comune di Arezzo, Ministero della Cultura e Regione Toscana.

Il festival esce dai palazzi e incontra il pubblico

La principale novità dell’edizione 2026 sarà l’inaugurazione collettiva di mercoledì 19 agosto al Teatro Petrarca. Dalle 20.30 si terrà l’apertura ufficiale, con la partecipazione del Gruppo Musici della Giostra del Saracino, seguita alle 21 dal concerto dei cori iscritti al concorso.

Una scelta pensata per rendere l’avvio della manifestazione più aperto e partecipato, mettendo subito sul palco le vere protagoniste dell’evento: le voci.

Il programma attraverserà alcuni dei luoghi più suggestivi di Arezzo, dal Teatro Petrarca alla chiesa di San Domenico, dall’Auditorium Caurum Hall alla Casa della Musica nel Palazzo di Fraternita in Piazza Grande, fino alla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato.

Tutti gli eventi saranno a ingresso libero. Una notizia già di per sé rivoluzionaria, in tempi nei quali anche per ascoltare due note e sedersi su una seggiola spesso serve il piano tariffario di una compagnia aerea.

Concerti, concorsi e canto popolare

Giovedì 20 agosto, alle 15, l’Auditorium Caurum Hall ospiterà le prime prove del Concorso Polifonico Internazionale, mentre alle 21 nella chiesa di San Domenico si terrà il concerto dell’ensemble Nova Ars Cantandi, diretto da Giovanni Acciai.

L’appuntamento sarà dedicato ai quattrocento anni dalla nascita di Giovanni Legrenzi, compositore nato nel 1626 e apprezzato anche da Johann Sebastian Bach.

Venerdì 21 agosto il concorso proseguirà nella chiesa di San Domenico con i programmi di musica sacra e il monografico dedicato a John Dowland. Alle 21, al Teatro Petrarca, spazio invece al 41° Festival Internazionale di Canto Popolare, con cori e repertori provenienti da diverse tradizioni musicali.

Sabato 22 agosto sarà la giornata decisiva. Alle 16.30, al Caurum Hall, si svolgerà il Gran Premio Città di Arezzo, seguito alle 19 dalle premiazioni del concorso internazionale.

La chiusura è prevista domenica 23 agosto alle 10.30 nel Duomo di Arezzo, con una messa solenne alla quale parteciperanno alcuni dei cori concorrenti.

Il Polifonico arriva anche in provincia

Il festival non resterà confinato nel centro cittadino. La Fondazione Guido d’Arezzo ha infatti previsto una serie di concerti anche nei comuni della provincia, con l’obiettivo di creare un collegamento culturale tra il capoluogo e il territorio.

Giovedì 20 agosto, alle 21.30, il Telkom University Choir dell’Indonesia si esibirà nella chiesa dei Santi Iacopo e Cristoforo a Ponticino, nel comune di Laterina Pergine Valdarno.

Alla stessa ora, nella chiesa di San Francesco a Sansepolcro, saranno protagonisti due cori provenienti dalla Cina: il Chuan Voice Young Singer’s Choir e il Chengdu Tianzhiyun Women’s Choir.

Venerdì 21 agosto, alle 21.15, il Gruppo Vocale Garda Trentino canterà nella chiesa di San Giovanni Battista a Subbiano, mentre il gruppo Nox sarà ospitato nella chiesa dei Santi Pietro e Ilario a Castiglion Fibocchi.

Il Polifonico, dunque, prova finalmente a fare quello che molte manifestazioni promettono nei comunicati e poi dimenticano appena finita la conferenza stampa: uscire davvero dal capoluogo.

L’omaggio a Fosco Corti

Tra gli appuntamenti più significativi figura anche l’omaggio a Fosco Corti, direttore di coro e promotore culturale che ebbe un ruolo fondamentale nella storia della coralità italiana e della Fondazione Guido d’Arezzo.

Sabato 22 agosto, dalle 9, la Casa della Musica ospiterà un convegno internazionale dedicato alla sua figura, seguito da un concerto del Gruppo Polifonico Francesco Coradini diretto da Vladimiro Vagnetti, con l’esecuzione di musiche dello stesso Corti.

Il programma comprende inoltre uno Study Tour gratuito aperto agli appassionati di musica corale, con la possibilità di seguire le fasi del concorso e incontrare i componenti della giuria internazionale.

Arezzo guarda già al 2027

Mentre devono ancora accendersi i riflettori sull’edizione 2026, la Fondazione sta già lavorando al programma del prossimo anno.

Nel 2027 Arezzo ospiterà infatti anche il Gran Premio Europeo di Canto Corale, competizione che riunirà i vincitori dei principali concorsi corali europei.

Per cinque giorni, intanto, Arezzo potrà godersi concerti, voci e culture provenienti da tutto il mondo. Una città che spesso fatica ad ascoltare persino sé stessa avrà finalmente l’occasione di fermarsi e ascoltare gli altri. E magari, tra un soprano e un basso, scoprire che anche l’armonia può essere un fatto pubblico.

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