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Badia al Pino Est chiude per mancanza di personale: benzina carissima, lavoratori in riserva

La stazione di servizio è rimasta chiusa durante la notte dopo l’assenza del cambio turno. Filcams Cgil Arezzo e Siena denunciano organici insufficienti, lavoratori lasciati soli e contratti con salari e tutele ridotti

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Badia al Pino Est chiude per mancanza di personale: benzina carissima, lavoratori in riserva

La stazione di servizio è rimasta chiusa durante la notte dopo l’assenza del cambio turno. Filcams Cgil Arezzo e Siena denunciano organici insufficienti, lavoratori lasciati soli e contratti con salari e tutele ridotti

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 
📄 FONTE comunicato stampa Filcams Cgil Arezzo e Siena

La stazione di servizio di Badia al Pino Est è rimasta chiusa dalle 21 fino alle 6 del mattino per mancanza di personale. I lavoratori presenti, non vedendo arrivare il cambio turno, hanno chiamato la polizia per garantire la chiusura e la messa in sicurezza dell’impianto autostradale.

Gli agenti hanno preso in consegna le chiavi, poi restituite questa mattina al personale entrato in servizio.

Sull’ingresso era stato affisso un semplice cartello: “Chiuso fino alle 6.00”. Mancava però il dettaglio più importante, quello che in certi casi viene trattato come un fastidioso accessorio: non c’era abbastanza personale per tenere aperta l’area di servizio.

L’episodio ha riacceso la protesta della Filcams Cgil di Arezzo e Siena, che da giorni denuncia condizioni di lavoro sempre più pesanti nelle aree di servizio autostradali.

Secondo il sindacato, in impianti come Badia al Pino e Montepulciano Ovest capita che un solo dipendente debba occuparsi contemporaneamente del rifornimento, della clientela, del punto vendita, della pulizia, del controllo degli impianti e della sicurezza.

Praticamente benzinaio, cassiere, addetto alle pulizie, tecnico, sorvegliante e, all’occorrenza, pure santo protettore dell’autostrada.

Una situazione che, oltre a essere pesante per chi lavora, può diventare pericolosa anche per gli utenti. In caso di incendio, malore, guasto o altra emergenza, un solo operatore non potrebbe infatti garantire tutte le attività necessarie.

La Filcams parla di una condizione non compatibile con gli standard di sicurezza richiesti a un’infrastruttura strategica come la rete autostradale.

Carburanti alle stelle, diritti sotto terra

Il sindacato punta il dito anche contro l’utilizzo dei cosiddetti “contratti pirata”, cioè contratti firmati da organizzazioni considerate non rappresentative e caratterizzati, secondo la Cgil, da salari più bassi e minori tutele.

Una contraddizione evidente: nelle aree di servizio autostradali i carburanti hanno prezzi generalmente più alti rispetto alla viabilità ordinaria, ma sul costo del lavoro si continua a risparmiare.

In pratica, il pieno viene venduto come se dentro ci fosse champagne, mentre chi lavora rischia di essere pagato come se stesse distribuendo acqua alla sagra paesana.

Le federazioni sindacali chiedono che Autostrade per l’Italia e le compagnie petrolifere si assumano pienamente le proprie responsabilità lungo tutta la filiera delle concessioni e delle subconcessioni.

Secondo Filcams, chi trae profitto dalla rete autostradale dovrebbe garantire organici adeguati, personale formato e il rispetto di contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.

La mobilitazione continuerà

Il sindacato giudica positivamente l’attivazione di alcuni organi ispettivi e l’avvio di controlli, ma ritiene insufficienti gli interventi isolati.

Filcams chiede misure strutturali, verifiche sull’applicazione dei contratti e azioni anche nei confronti delle società che affidano la gestione degli impianti ad aziende accusate di ridurre personale, salari e tutele per aumentare i margini.

La mobilitazione, annunciano Filcams Cgil Arezzo e Siena, proseguirà fino a quando sicurezza, legalità contrattuale e dignità del lavoro non torneranno al centro della gestione delle aree di servizio.

Perché si può anche vendere la benzina a prezzo d’oro. Ma almeno qualcuno, accanto alla pompa, bisognerebbe lasciarcelo.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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