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📄 Fonte: comunicato stampa Fp Cgil Arezzo e Rsu del Comune di Arezzo
Ad Arezzo la Polizia Locale dovrebbe controllare la mala movida, presidiare le zone calde del centro e contribuire alla sicurezza. Secondo Fp Cgil e Rsu, però, gli agenti verrebbero mandati nelle aree più delicate a piedi, senza un adeguato affiancamento delle forze di polizia statali e senza strumenti di protezione ritenuti sufficienti.
Insomma, contro le situazioni più complicate ci sarebbero la divisa, la buona volontà e, nei casi estremi, uno sguardo parecchio severo.
Dopo il fallimento del tentativo di conciliazione tenuto in Prefettura il 5 agosto 2026, i sindacati confermano lo stato di agitazione e chiedono al Comune di Arezzo di aprire immediatamente un confronto.
La prima richiesta riguarda l’impiego della Polizia Locale nei servizi di ordine pubblico e nel contrasto alla cosiddetta “mala movida”. Fp Cgil e Rsu contestano l’utilizzo degli agenti in pattuglie appiedate nelle zone critiche del centro storico, sostenendo che questi servizi dovrebbero essere organizzati insieme a Polizia di Stato e Carabinieri.
Perché la sinergia interforze è una bella cosa: soprattutto quando, oltre alla sinergia, arrivano anche le altre forze.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la Polizia Locale dovrebbe tornare a svolgere un ruolo ausiliario nelle attività di ordine pubblico, con operazioni congiunte nelle aree considerate più problematiche. Vengono inoltre richiesti dispositivi di protezione individuale, strumenti di autodifesa, formazione e addestramento straordinario.
Il principio è piuttosto semplice: se mandi una persona dove potrebbe rischiare, prima la proteggi. Una teoria rivoluzionaria che, per ora, non dovrebbe richiedere nemmeno una commissione speciale.
Dai verbali alle protezioni: chi multa finanzia anche il giubbotto?
La vertenza riguarda anche le risorse economiche. Fp Cgil e Rsu chiedono di destinare almeno 350 mila euro provenienti dall’aumento degli introiti previsto dall’articolo 208 del Codice della Strada.
Secondo il comunicato sindacale, tra il 2024 e il 2025 questi proventi sarebbero cresciuti di oltre 650 mila euro. Una parte dovrebbe quindi essere utilizzata per acquistare dispositivi di protezione e strumenti di autodifesa, finanziare la formazione e remunerare in modo adeguato i servizi operativi e le indennità degli agenti.
Tradotto dal sindacalese: se le multe aumentano, almeno un pezzetto dei soldi potrebbe tornare a chi passa le giornate a farle, possibilmente sotto forma di sicurezza e non di una pacca sulla spalla.
La proposta, sempre secondo Fp Cgil e Rsu, permetterebbe anche di liberare risorse nel fondo generale, con benefici per il restante personale del Comune.
La Giostra resta fuori. Per ora
I sindacati precisano di non cercare lo scontro con l’Amministrazione e prendono le distanze da iniziative di rottura organizzate soltanto per alzare la tensione. La Giostra del Saracino, spiegano, è un patrimonio di tutti gli aretini e deve essere rispettata.
Tuttavia, in assenza di risposte rapide e concrete, la mobilitazione potrebbe arrivare a interessare anche la manifestazione.
La Giostra, dunque, al momento non si tocca. Ma è stata cortesemente avvisata che potrebbe entrare nella conversazione.
Fp Cgil e Rsu chiedono la convocazione immediata di un tavolo e sostengono che le risorse necessarie siano già disponibili. Adesso la risposta spetta all’Amministrazione comunale.
Il tavolo è richiesto. Le sedie, presumibilmente, ci sono. Resta da capire se qualcuno abbia intenzione di sedersi prima che lo stato di agitazione passi dalla Polizia Locale direttamente al Saracino.


