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Settembre, il mese con la rata incorporata: 4 toscani su 10 non reggono un imprevisto da mille euro

Il 39% non riuscirebbe ad affrontare una spesa inattesa con risorse proprie, il 45% ha almeno un finanziamento e il 38% teme di non arrivare facilmente a fine mese. Poi arriva il consiglio: attenzione a non fare altri debiti. Geniale, mancava solo “provate ad avere più soldi”.

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Settembre, il mese con la rata incorporata: 4 toscani su 10 non reggono un imprevisto da mille euro

Il 39% non riuscirebbe ad affrontare una spesa inattesa con risorse proprie, il 45% ha almeno un finanziamento e il 38% teme di non arrivare facilmente a fine mese. Poi arriva il consiglio: attenzione a non fare altri debiti. Geniale, mancava solo “provate ad avere più soldi”.

Settembre riporta insieme scuola, abbonamenti, bollette, rate e normali spese quotidiane. E per una parte consistente delle famiglie toscane basta un imprevisto da mille euro per mandare il bilancio fuori strada.

Secondo una ricerca Ipsos Doxa realizzata per la Giornata senza debiti promossa da Kruk Italia, il 39% dei toscani non sarebbe in grado di affrontare una spesa inattesa di mille euro utilizzando esclusivamente risorse proprie.

Quasi quattro persone su dieci.

Non servono quindi un crollo di Wall Street o un investimento sbagliato nelle criptovalute del cugino. Possono bastare un guasto all’auto, una caldaia che decide di morire o una spesa familiare non prevista.

Il 54% teme inoltre nuovi aumenti dei prezzi dei prodotti di uso quotidiano, mentre il 38% è preoccupato di non riuscire ad arrivare facilmente alla fine del mese.

Settembre, insomma, non è soltanto il mese del rientro.

È quello in cui il conto corrente rientra prima di te.

Questo articolo usa l’ironia per commentare dati e problemi economici reali.

Il quadro diventa ancora più interessante quando entrano in scena le rate.

Il 45% dei toscani ha almeno un finanziamento a proprio nome.

Tra chi ha un debito, il 9% dichiara di avere già saltato almeno una rata. Il dato è inferiore alla media nazionale, indicata al 13%, ma difficilmente può essere utilizzato come motivo per stappare lo spumante.

Anche perché il debito non pesa soltanto sul portafoglio.

Il 71% dei toscani dichiara di non vivere con completa tranquillità l’idea di avere un finanziamento o un debito.

La paura di non riuscire a pagare una rata o una bolletta genera ansia nel 36% degli intervistati, vergogna nel 21% e paura nel 20%.

E qui c’è forse il dato meno economico e più sociale.

Perché avere difficoltà con le spese viene ancora vissuto da molti come una colpa personale, quando spesso basta mettere insieme stipendi, affitti, mutui, energia, alimentari, trasporti e figli per capire che il problema non sempre nasce da qualcuno che ha comprato tre yacht e sette Ferrari.

A giugno, secondo il dato Istat richiamato nella ricerca, l’indice Foi registrava una variazione annua del 2,9%.

I prezzi, quindi, continuano a fare quello che sanno fare meglio: salire con una certa naturalezza.

Gli stipendi, come spesso accade, osservano.

Di fronte alle difficoltà economiche, Assoutenti e Feduf, la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, hanno predisposto una checklist con alcuni errori da evitare.

Il primo consiglio è non ignorare avvisi, solleciti e scadenze, sperando che spariscano autonomamente.

Peccato, perché era uno dei principali modelli di gestione amministrativa sviluppati dall’umanità.

Altro errore: promettere un pagamento quando non si è realmente sicuri di poterlo effettuare.

E soprattutto bisogna fare attenzione alla tentazione di accendere un nuovo prestito, utilizzare la carta di credito o aprire un’altra rateizzazione per coprire debiti già esistenti.

Perché pagare una rata facendo un’altra rata può sembrare una soluzione quando si guarda solo il martedì.

Il problema arriva quando si guarda anche il mercoledì.

Importante inoltre conservare ricevute, email e accordi relativi ai pagamenti, in modo da poter ricostruire con precisione la propria situazione.

E quando le scadenze diventano troppe, il consiglio è di non affrontare necessariamente tutto da soli, ma chiedere aiuto e valutare quali pagamenti abbiano priorità e quali soluzioni siano realmente sostenibili.

Tutto corretto.

C’è però un particolare che merita di essere ricordato.

L’educazione finanziaria può insegnare a gestire meglio i soldi. Non può creare quelli che mancano.

Si può compilare il foglio Excel perfetto, archiviare ogni ricevuta, programmare le scadenze con la precisione della NASA e rinunciare anche al cappuccino del sabato mattina.

Ma se dopo affitto o mutuo, bollette, spesa, trasporti e figli il margine è quasi zero, l’imprevisto da mille euro continua a essere mille euro.

Non diventa 200 perché abbiamo letto una checklist.

La prossima Giornata senza debiti è prevista per il 16 novembre 2026, quando saranno messi a disposizione strumenti dedicati alla gestione delle finanze e dei crediti anche attraverso gli uffici Assoutenti presenti in Toscana.

Un’iniziativa utile, soprattutto per evitare che una difficoltà temporanea diventi una spirale di nuovi finanziamenti.

Nel frattempo resta una fotografia piuttosto chiara.

Quattro toscani su dieci non hanno un cuscinetto sufficiente per affrontare serenamente mille euro di spesa imprevista. Quasi uno su due ha già un finanziamento. Più di uno su tre teme di arrivare con difficoltà alla fine del mese.

Forse il problema non è soltanto imparare a fare meglio i conti.

È che, sempre più spesso, i conti sono già fatti. E non tornano.

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