La vicenda dei lupi nell’Aretino continua a far discutere. Dopo gli esposti presentati da Marco Bruni, arriva la replica del Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi, che chiede soccorsi tempestivi agli animali feriti, accertamenti basati su fatti concreti e valutazioni degli operatori senza pregiudizi legati all’impegno animalista.
Insomma, tra esposti, repliche e carte che viaggiano da un ufficio all’altro, c’è una richiesta sulla quale sarebbe difficile litigare: se un lupo ha bisogno di soccorso, il soccorso deve arrivare. I chiarimenti e le responsabilità si accertano nelle sedi competenti, non a colpi di supposizioni.
La posizione è stata trasmessa alla redazione da Maurizio Baglioni, responsabile del Sindacato, in risposta alle iniziative di Bruni sui servizi di recupero e soccorso dei lupi. Il Sindacato riferisce di aver predisposto un atto di controdeduzioni per chiedere che eventuali verifiche riguardino comportamenti e competenze effettivi, anziché giudizi preventivi su chi svolge attività animalista.
Una replica che si inserisce nella vicenda raccontata dall’Ortica con il primo articolo sull’esposto di Bruni del 9 ottobre e con il successivo approfondimento del 14 ottobre sugli altri due esposti. Da una parte, dunque, le richieste di controllo avanzate da Bruni; dall’altra, la richiesta del Sindacato che tali controlli non diventino una valutazione pregiudiziale degli operatori. Le posizioni sono distinte e spetterà agli organi competenti esaminare gli elementi documentali.
Ma nella comunicazione c’è anche una proposta che va oltre Arezzo: una moratoria venatoria territoriale da chiedere alle Regioni. L’organizzazione propone di sospendere tutte le forme di caccia, compresa quella di selezione, nei territori interessati da uccisioni illecite di lupi, per la parte restante della stagione venatoria. L’obiettivo dichiarato è proteggere gli individui superstiti e i gruppi familiari coinvolti. Il Sindacato afferma che la proposta ha già raccolto la sottoscrizione di studiosi del lupo, senza indicarne i nomi nella comunicazione inviata alla redazione.
Non si tratta di una sospensione già decisa dalla Regione, ma di una richiesta avanzata dall’organizzazione. Una differenza da tenere ben presente: dalle nostre parti basta poco perché un’ipotesi diventi un provvedimento, almeno nella giunta plenaria dei commenti su Facebook.
In conclusione, il confronto resta aperto. E il punto su cui sarebbe utile ottenere risposte documentate rimane concreto: come vengono gestite le segnalazioni di lupi feriti, quali procedure si seguono e con quali tempi si interviene? Nel frattempo i lupi, ignari di esposti e controdeduzioni, continuano a fare i lupi.
La posizione del Sindacato è riportata sulla base della comunicazione trasmessa alla redazione da Maurizio Baglioni. L’atto di controdeduzioni richiamato nella comunicazione non è stato esaminato ai fini di questa bozza.


