Il Tar della Toscana ha sospeso i Daspo di cinque anni emessi nei confronti di quattro tifosi amaranto dopo i tafferugli avvenuti prima di Arezzo-Ravenna dello scorso 1° marzo. Per due dei quattro sostenitori, residenti fuori città, è stato sospeso anche il foglio di via che vietava loro di tornare nel Comune di Arezzo per due anni.
Il tribunale amministrativo ha accolto la richiesta cautelare presentata dall’avvocato Giulio Ciabattini, rilevando che «appare incerta e non dimostrata l’identificazione dei tifosi, così come non risulta dimostrata alcuna condotta effettivamente sfociata in episodi di violenza o minaccia».
Non si tratta però ancora della decisione definitiva sulla vicenda. I provvedimenti sono stati sospesi in attesa della trattazione di merito, fissata per il 10 febbraio 2027.
I fatti risalgono al pomeriggio del 1° marzo, circa un’ora prima della partita Arezzo-Ravenna. Secondo quanto riferito allora dalla Questura, nei pressi della Croce Rossa un gruppo di persone riconducibili alla tifoseria amaranto, alcune parzialmente travisate, avrebbe cercato il contatto con alcuni sostenitori ravennati arrivati a bordo di minivan.
Durante quei momenti furono lanciati anche alcuni fumogeni. L’intervento del personale impegnato nel servizio di ordine pubblico separò i gruppi e impedì che la situazione degenerasse ulteriormente. Le successive indagini della Digos, anche attraverso l’esame delle immagini di videosorveglianza, portarono all’emissione di cinque Daspo complessivi: quattro nei confronti di sostenitori dell’Arezzo e uno nei confronti di un tifoso del Ravenna.
Adesso, per i quattro aretini assistiti dall’avvocato Ciabattini, arriva lo stop del Tar. Ed è proprio sull’identificazione e sulla concreta attribuzione delle condotte contestate che i giudici amministrativi hanno ravvisato, in questa fase, elementi insufficienti.
La vicenda quindi non è chiusa, ma almeno fino alla decisione di merito i quattro provvedimenti restano sospesi. Una di quelle situazioni in cui tra telecamere, fumogeni, Daspo e carte bollate alla fine deve entrare in campo anche il fermo immagine. E stavolta il Tar ha chiesto di rivedere l’azione.


