Il biglietto urbano passa da 1,70 a 2 euro, mentre l’abbonamento mensile ordinario sale a 42,40 euro. Aumenti anche sulle tratte extraurbane, invariati diversi titoli agevolati.
Dal 1° agosto 2026 prendere l’autobus ad Arezzo costerà di più. Il nuovo tariffario del trasporto pubblico locale toscano porterà il biglietto urbano da 1,70 a 2 euro, con un aumento di 30 centesimi a corsa.
Una cifra che, presa da sola, sembra quasi innocua. Poi uno moltiplica per due corse al giorno, cinque giorni alla settimana, quattro settimane al mese, e scopre che anche i trenta centesimi hanno imparato a fare politica economica.
A salire sarà anche l’abbonamento mensile ordinario urbano, che passerà da 38,70 a 42,40 euro, con un incremento di 3,70 euro. Restano invece invariati il mensile Isee da 31 euro, i trimestrali e gli abbonamenti annuali, compresi quelli riservati agli studenti.
Il rincaro interesserà anche le tratte extraurbane. Il biglietto fino a 10 chilometri salirà da 1,70 a 2 euro, mentre quello per la fascia compresa tra 10 e 20 chilometri passerà da 2,90 a 3,40 euro.
Aumenti anche per gli abbonamenti mensili ordinari extraurbani: quello fino a 10 chilometri arriverà a 43,40 euro, mentre la fascia tra 10 e 20 chilometri salirà fino a 56 euro.
Resteranno fermi, almeno per ora, diversi titoli agevolati. Nessuna variazione per i mensili Isee, per gli abbonamenti annuali e trimestrali degli studenti e per le relative tariffe ridotte.
Il nuovo tariffario arriva dopo settimane di proteste, polemiche e trattative tra Regione Toscana, Autolinee Toscane e Comuni. La motivazione ufficiale è legata all’inflazione e agli adeguamenti previsti dal contratto di servizio.
Tradotto dal burocratese: tutto costa di più, quindi costa di più anche il mezzo che dovrebbe servire a lasciare l’auto a casa.
Le contestazioni di amministrazioni locali, opposizioni e sindacati hanno portato allo stanziamento di nuove risorse destinate ai voucher per gli abbonati, con l’obiettivo di ridurre o compensare gli aumenti per alcune categorie.
Resta però il dato politico e quotidiano: per lavoratori, pendolari e utenti occasionali il viaggio urbano costerà due euro. Una soglia soprattutto simbolica, ma neppure troppo, perché segna un ulteriore aumento per un servizio che da anni viene indicato come essenziale per ridurre traffico, smog e uso dell’auto privata.
Prima si invita la gente a prendere l’autobus, poi si aumenta il biglietto. Una strategia raffinata: salvare l’ambiente scoraggiando direttamente i passeggeri.
Dal 1° agosto, dunque, ad Arezzo salirà il prezzo della corsa. Quanto alla puntualità, alla frequenza dei collegamenti e alla qualità del servizio, lì il tariffario non ha previsto aggiornamenti miracolosi.


