La politica aretina ci regala un altro piccolo miracolo di mobilità sostenibile: Aldo Poponcini è passato da Scelgo Arezzo a Futuro Nazionale senza consumare nemmeno un voto in più. Quelli li aveva già raccolti prima, sotto un’altra insegna.
Il consigliere comunale, eletto nella lista civica che sosteneva Marco Donati, ha convocato una conferenza stampa per chiarire le ragioni del passaggio al gruppo misto e della successiva adesione a Futuro Nazionale, formazione politica che fa riferimento al generale Roberto Vannacci.
Per rendere il concetto più comprensibile anche ai distratti, durante l’incontro è stata mostrata pure la tessera. Foto di gruppo, sorrisi e documento bene in vista: mancava soltanto il taglio del nastro davanti al nuovo guardaroba politico.
«Sono un uomo di destra, un sovranista», ha dichiarato Poponcini, rivendicando la difesa delle tradizioni locali, la tolleranza zero verso gli immigrati irregolari, la famiglia naturale e tradizionale, la sicurezza e la tutela dei confini nazionali, «perfino aretini».
Una precisazione geografica importante, perché di questi tempi non si sa mai che qualcuno tenti di entrare clandestinamente da Palazzo del Pero.
Poponcini ha raccontato che l’avvicinamento a Futuro Nazionale sarebbe nato attraverso un percorso di conoscenza con la squadra del partito, che lo avrebbe aiutato anche a cambiare «certe abitudini personali e televisive».
Non sappiamo quali trasmissioni guardasse prima. Possiamo soltanto prendere atto che, nella politica italiana, talvolta basta cambiare canale per ritrovare finalmente sé stessi.
Leggi qui il comunicato stampa integrale.
Nel comunicato il consigliere individua nella sicurezza uno dei temi principali della propria futura attività politica. Tra le proposte compaiono il recupero degli immobili comunali abbandonati, la loro restituzione alla collettività, la creazione di presidi della polizia locale nelle frazioni, nuovi mezzi per gli agenti, formazione e assunzioni per contrastare mala-movida e baby gang.
Non manca una frecciata alla giunta, accusata di non aver mantenuto la promessa di istituire un assessorato alla sicurezza.
Il comunicato chiarisce quindi molto bene dove Poponcini sia arrivato. Resta più nebuloso il punto di partenza, forse coperto dalla nebbia tipica dei cambi di casacca.
Il consigliere è infatti entrato in Consiglio comunale grazie ai voti raccolti dentro Scelgo Arezzo, lista civica schierata con Marco Donati. Oggi si presenta come uomo di destra da sempre, sovranista e sostenitore di posizioni che difficilmente possono essere scambiate per dettagli trascurabili o piccoli aggiustamenti di programma.
La domanda viene quasi da sola, senza bisogno di essere scritta da qualche addetto stampa: se queste erano da sempre le sue convinzioni, perché candidarsi proprio in quella lista?
Poponcini sostiene che, per convenienza, avrebbe potuto restare in Scelgo Arezzo, ma di aver preferito cambiare strada a causa della distanza maturata con la formazione civica.
Una scelta politicamente legittima, certo. Resta però da capire quale merce abbiano acquistato gli elettori al momento del voto e quale prodotto si siano ritrovati nel sacchetto poche settimane dopo.
A celebrare l’adesione è stato Cristiano Romani, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale, che ha parlato di «un’emozione e una gioia» e del compimento di un percorso iniziato mesi fa.
Secondo Romani, Poponcini potrà diventare una «stella polare» per altri consiglieri comunali intenzionati a seguire la stessa strada. Un riferimento astronomico ambizioso: per ora, più che la stella polare, agli elettori servirebbe una bussola.
Poi è arrivata la frase più memorabile dell’intera conferenza.
«Seguendo l’insegnamento del generale, abbiamo fatto gli incursori dietro le linee per portare a casa un risultato che ci inorgoglisce», ha dichiarato Romani.
Una metafora militare curiosamente precisa. Futuro Nazionale non aveva conquistato direttamente un seggio alle urne, ma se l’è ritrovato già arredato, con scrivania, microfono e consigliere compreso nel pacchetto.
Più che attraversare le linee, sembra sia stata cambiata la divisa una volta raggiunta la trincea.
Il video della conferenza ha scatenato numerose reazioni sui social. Gli utenti hanno accolto l’annuncio con il consueto spirito costruttivo della rete: domande, sarcasmo, indignazione e qualche randellata verbale che sarebbe meglio lasciare direttamente nella sezione commenti.
Il dubbio ricorrente è però serio: quanti elettori di Scelgo Arezzo erano consapevoli delle convinzioni politiche che Poponcini rivendica oggi?
Daniela Argilli ha chiesto se le decisioni che il consigliere voterà in futuro saranno ancora coerenti con le idee presentate durante la campagna elettorale della lista civica.
Stefano Purgatorio ha rivolto a Poponcini una domanda altrettanto semplice: se si è sempre considerato un uomo di destra, perché candidarsi con una lista e con un candidato sindaco estranei a quell’area politica?
Mirco Draghi ha invece chiamato direttamente in causa Marco Donati, chiedendo spiegazioni sulla selezione dei candidati e sulla natura realmente civica dell’operazione.
Patrizia Cormini ha sollevato un dubbio ancora più ampio: nella composizione della lista si è guardato alla compatibilità politica oppure soprattutto alla quantità di preferenze che ogni candidato poteva portare?
Domande che meritano una risposta politica e non possono essere liquidate come semplice malumore da social.
Tra le tante reazioni non è mancata la battuta inevitabile. Gianni Citernesi ha riassunto la vicenda con una frase destinata a fare curriculum: «Vannacci faceva il video con i meloni, ha preso un popone».
Quando la satira arriva già confezionata nei commenti, anche la redazione può concedersi cinque minuti di riposo.
Nel proprio intervento Poponcini ha inoltre respinto preventivamente eventuali accuse di fascismo, ricordando di essere nipote di un omonimo morto nella strage di Civitella.
Un riferimento familiare doloroso, che merita rispetto e che non dovrebbe essere trascinato nel teatrino delle battute. Tuttavia, non risponde alla questione politica sollevata dagli elettori.
Il problema non è stabilire con quale etichetta storica definire Poponcini. Il problema è comprendere quale mandato politico rappresenti oggi in Consiglio comunale: quello ricevuto dagli elettori di Scelgo Arezzo oppure quello assunto successivamente con Futuro Nazionale.
Il cambio di appartenenza è consentito. Anche cambiare idea è consentito. Ma quando si viene eletti grazie a un simbolo, un programma e una coalizione, spiegare fino in fondo il passaggio non è un favore agli elettori: dovrebbe essere il minimo sindacale.
La tessera nuova è stata mostrata, fotografata e celebrata.
Adesso mancherebbero soltanto la ricevuta, il buono cambio e un avviso agli elettori: la merce politica acquistata potrebbe differire da quella esposta in campagna elettorale.


