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Buca batte Comune 1-0: ragazzo vola in bici, Palazzo dei Priori prova a dribblare e il giudice presenta il conto da 70 mila euro

Cinque anni tra ospedali, interventi e carte bollate. Alla fine la voragine di San Polo costa cara al Comune: «Poteva evitarla», diceva Palazzo. Il tribunale ha avuto una visione diversa

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Buca batte Comune 1-0: ragazzo vola in bici, Palazzo dei Priori prova a dribblare e il giudice presenta il conto da 70 mila euro

Cinque anni tra ospedali, interventi e carte bollate. Alla fine la voragine di San Polo costa cara al Comune: «Poteva evitarla», diceva Palazzo. Il tribunale ha avuto una visione diversa

Ad Arezzo le buche sono ormai considerate elementi del paesaggio, quasi fossero monumenti naturali. C’è chi fotografa la Pieve, chi Piazza Grande e chi, più sfortunato, finisce direttamente dentro una voragine.

È la disavventura capitata a un giovane ciclista aretino che, nel marzo del 2021, mentre pedalava lungo la strada tra San Fabiano e San Polo, si è trovato davanti un cratere da fare invidia ai geologi: quindici centimetri di profondità e ottanta di diametro, per di più pieno d’acqua e ben mimetizzato con l’asfalto.

Risultato: ruota dentro, volo fuori e un atterraggio da dimenticare. Trauma cranico, una collezione di fratture e un viaggio che da una tranquilla pedalata si è trasformato in un’odissea sanitaria. Tanto che venne allertato perfino Pegaso, l’elisoccorso regionale, e il ragazzo finì sotto i ferri. Poi la riabilitazione e, nel 2022, un secondo intervento per rimuovere le placche.

Nel frattempo, oltre alle cicatrici, arrivava anche la battaglia legale. Forte dei rilievi della polizia municipale e delle testimonianze raccolte, la famiglia del ragazzo chiede i danni al Comune.

Da Palazzo dei Priori, però, la risposta è stata più o meno questa: colpa della sfortuna e, magari, anche di un po’ di distrazione. Insomma, secondo l’ente, quella buca si poteva evitare.

Peccato che il tribunale abbia deciso diversamente. La giudice Carmela Labella ha stabilito che quella voragine rappresentava un’insidia difficile da schivare e ha condannato il Comune al risarcimento.

Non i 100 mila euro richiesti inizialmente, ma circa 55 mila euro di danni, ai quali si aggiungono oltre 16 mila euro di spese legali e processuali. Totale: più di 70 mila euro.

Una cifra che fa sorgere una domanda semplice semplice, quasi banale: ma non sarebbe costato meno riempire la buca prima?

Perché ad Arezzo, a quanto pare, certe voragini non si asfaltano: si discutono in tribunale. E alla fine, oltre alle sospensioni delle biciclette, saltano pure i conti del Comune.

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