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Vigili, la guerra delle percentuali: 93% in assemblea, 30% in sciopero. E la matematica chiede rinforzi

Fp Cgil e maggioranza Rsu rivendicano il 93% di partecipazione alle assemblee. CSA RAL stima invece intorno al 30% l’adesione allo sciopero e contesta i conti degli altri. Sono però due iniziative e due basi di calcolo differenti. Una cosa sembra mettere tutti d’accordo: tra i vigili il malcontento c’è.

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Vigili, la guerra delle percentuali: 93% in assemblea, 30% in sciopero. E la matematica chiede rinforzi

Fp Cgil e maggioranza Rsu rivendicano il 93% di partecipazione alle assemblee. CSA RAL stima invece intorno al 30% l’adesione allo sciopero e contesta i conti degli altri. Sono però due iniziative e due basi di calcolo differenti. Una cosa sembra mettere tutti d’accordo: tra i vigili il malcontento c’è.

AREZZO – Ventiquattr’ore dopo il 93% arriva il 30%. E la vertenza della Polizia Municipale di Arezzo, oltre a sindacati, Comune e vigili, sembra aver bisogno anche di un ragioniere.

Domenica 6 settembre Fp Cgil e maggioranza della Rsu del Comune avevano comunicato che il 93% dei vigili in servizio, esclusi quelli precettati per la Giostra, aveva partecipato alle due assemblee convocate in via Montetini.

L’Ortica aveva raccontato la giornata con il titolo: “Sant’Andrea fa cappotto, i vigili quasi: 93% in assemblea”.

Oggi entra in scena il CSA RAL, promotore dello sciopero di 24 ore della Polizia Municipale svoltosi proprio il 6 settembre, e sul tavolo deposita un altro numero: circa il 30% di adesione allo sciopero.

Per il CSA sarebbe «un grande risultato», anche considerando la contemporanea presenza delle assemblee e il fatto che aderire allo sciopero significa rinunciare a una parte dello stipendio.

Fin qui tutto normale.

Poi comincia il campionato delle percentuali.

Il CSA prende infatti posizione anche sul 93% comunicato dall’altra organizzazione sindacale e sostiene, in sostanza, che i conti non tornano, richiamandosi perfino alle certezze della matematica.

Ed è qui che la matematica, poveretta, si trova coinvolta in una vertenza sindacale senza aver firmato alcuna delega.

Perché 93% e 30% non misurano la stessa cosa.

Il 93% indicato da Fp Cgil e maggioranza Rsu riguarda la partecipazione alle assemblee da parte dei vigili che potevano prendervi parte, al netto dei precettati.

Il 30% indicato dal CSA riguarda invece, secondo una stima ancora definita provvisoria dallo stesso sindacato, l’adesione allo sciopero.

E anche in questo caso il CSA precisa che per conoscere il dato definitivo bisognerà attendere i numeri ufficiali, sottraendo dal totale del Corpo chi era obbligato a garantire i servizi essenziali e considerando ferie, riposi, malattie, Legge 104 e altre assenze.

Insomma, due percentuali, due iniziative e soprattutto due denominatori che non sono necessariamente gli stessi.

Paragonarli direttamente è un po’ come sostenere che Sant’Andrea ha vinto la Giostra con il 100% perché alla fine la Lancia d’Oro l’ha presa lui.

Formalmente affascinante. Statisticamente migliorabile.

Dietro la battaglia dei numeri, però, rimane il dato politico e sindacale più interessante.

Fp Cgil e maggioranza Rsu vedono nel 93% delle assemblee la dimostrazione di una forte partecipazione alla vertenza.

CSA vede nel 30% dello sciopero una conferma altrettanto importante del malcontento e chiede all’Amministrazione comunale un confronto urgente sulle criticità già denunciate, dalla situazione della sede della Polizia Municipale alle questioni economiche e organizzative.

Quindi magari sulle percentuali i sindacati continueranno a dividersi.

Sul fatto che dentro la Polizia Municipale ci sia qualcosa da discutere, invece, sembrano essere parecchio più vicini.

Resta da capire se adesso il Comune convocherà finalmente quel tavolo sindacale che viene chiesto da più parti.

Possibilmente senza percentuali.

Basterebbero le sedie.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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