Ad Arezzo c’è un nuovo metodo per combattere buche e asfalto deteriorato: non sistemare la strada, ma sorprenderla.

La segnalazione arriva da un residente di Piazza San Donato, che ha inviato alla nostra redazione alcune fotografie dello stato della zona prima e dopo un recente intervento di manutenzione.
Le immagini precedenti mostrano marciapiedi e pavimentazioni segnati dal tempo, crepe, avvallamenti e cordoli deteriorati.
Poi arriva la cura.
E qui la manutenzione urbana sembra improvvisamente abbandonare l’ingegneria civile per avvicinarsi all’espressionismo astratto.
Nelle fotografie inviate dal cittadino si vedono infatti varie chiazze di materiale bituminoso distribuite sulla pavimentazione. In alcuni punti il rattoppo arriva sopra il cordolo in pietra, in altri conquista tranquillamente parte della striscia bianca della segnaletica orizzontale.

Del resto, perché fermarsi davanti a un cordolo? È solo una convenzione borghese.
Il risultato visibile è quello di una serie di interventi localizzati, irregolari e decisamente poco eleganti. In alcune zone il materiale appare inoltre già disperso attorno alla superficie rattoppata.
Il residente che ci ha scritto non usa molti giri di parole:
“Come residenti ci sentiamo presi in giro: non si può spacciare un rattoppo sbrigativo per manutenzione urbana”.
E chiede che la zona venga ripristinata con un intervento eseguito in maniera adeguata.
Naturalmente dalle fotografie non possiamo stabilire quale materiale sia stato utilizzato, quale tecnica fosse prevista né se l’intervento abbia carattere provvisorio o definitivo. Quello che possiamo documentare è ciò che mostrano le immagini.
E cioè che in Piazza San Donato, almeno per il momento, la buca magari non sarà completamente scomparsa, ma ha ricevuto compagnia.
Asfalto sul marciapiede, asfalto sul cordolo, asfalto sulla striscia.
Mancava soltanto una mestolata sul tronco dell’albero e potevamo dichiarare conclusa la riqualificazione dell’intero quartiere.


