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Gli intellettuali “de noantri”

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Gli intellettuali “de noantri”

Se ad Arezzo per ricconi, politici e vip ci sono il Rotary, i Lions e per le donne il Soroptimism, oltre alla sempre in auge Massoneria (a cui i club prima citati sono strettamente collegati), cosa tocca agli altri ?

Tre sono le categorie rimaste: i beati ignoranti, a cui oltre alla chianina, la nana e la porchetta resta solo il titolo di studio conseguito” battesimo”, i pochissimi e rari intellettuali veri, che si vedono poco in giro ed infine gli “intellettuali de noantri”.

Di quest’ultimi Arezzo ne è abbastanza piena; giovani e meno giovani, spesso senza arte nè parte, voglia di protagonismo spicciolo, senza alcuna dote reale, infestano ogni tipo di mostra, convegno e presentazione di libri (che ad Arezzo vanno fortissimo).

C’è il giovane hipster radical chic legato al Circolo Aurora, l’impiegato e la casalinga che leggono quattro o cinque libri all’anno e si sentono novellli filosofi, il pensionato che non sa come passare il tempo, gli artistoidi incompresi da sottochiesa che scalpitano, i soliti imbucati che puntano solo al buffet.
A loro di chi parla, suona, espone, spiega non frega sostanzialmente quasi nulla; l’importante è fare vedere agli altri “colleghi” che loro ci sono, hanno marcato presenza, sono sul pezzo.

Alla fine scalpitano per fare la domanda, dare l’opinione, dire la loro, tutto volto a mettersi in mostra.
Partono con “io penso, io dico, anche io ho fatto”, si autoincensano, raccontano che si, tu scrittore di fama, musicista che riempe gli stadi, pittore da Biennale, sei bravo, ma IO…..
Regalano al malcapitato big il librettino autoprodotto, la tela da dilettante, il cd masterizzato con le cover, vogliono sentirsi subito dire bravo, pretendono di farsi ricontattare, di affiancarsi, di proporre progetti e idee francamente imbarazzanti.
Fanno la fotina col vip, la pubblicano sul social, con il libro in bella vista, corredata da improbabili film mentali.

Scrivono ” Mario Bidoni collaborerà con Vasco nel prossimo tour, Andy Warhol ha voluto a tutti i costi il mio quadro astratto, Stephen King vuole copiare metà del mio romanzo Diario di un Chianino“.
Fino alla prossima kermesse l’intellettualoide aretino scandaglia il web alla ricerca di altre mostre, convegni, concerti, firmacopie, esposizione.

Poi alla fine fa il grande passo: paga l’affitto della sala al Circolo Artistico per la personale sul cubismo proto platonico di sua invenzione e invita anche il vippone.
Che non si presenterà ovviamente.

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Il Burattino
Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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