Più costi per le famiglie, fino a 240 euro in più l’anno per la mensa, mentre quasi un milione resta fermo nei bilanci
A Bibbiena si paga di più, ma si vede poco. È questo il succo che esce dal Bilancio di previsione e dal Documento Unico di Programmazione discussi nell’ultimo Consiglio comunale del 22 dicembre, provvedimenti bocciati senza mezzi termini dal gruppo di opposizione Lista di Comunità.
Il caso più lampante è quello della mensa scolastica. Con le nuove tariffe approvate dalla maggioranza, per molte famiglie il conto finale può salire fino a 240 euro in più all’anno per ogni figlio. Un aumento pesante, che colpisce un servizio essenziale proprio in un territorio dove i redditi non sono certo dorati. Altro che attenzione alle famiglie: qui si chiede di pagare di più per mangiare a scuola.
E il paradosso sta tutto nei numeri del bilancio. Perché, mentre si aumentano le tariffe, il Comune continua ad accumulare avanzi. Quasi un milione di euro di avanzo libero, soldi non vincolati che tornano puntuali ogni anno. «La maggioranza parla di gestione prudente – ha ricordato Lista di Comunità in aula – ma per noi è la prova di quello che non è stato fatto. I soldi c’erano, ma sono rimasti nel cassetto».
Invece di usare quelle risorse per alleggerire i costi dei servizi o sostenere chi fa più fatica, la scelta è stata un’altra: aumentare IMU, tariffe cimiteriali e servizi scolastici. Una politica che, secondo l’opposizione, scarica sui cittadini il peso di una gestione incapace di trasformare le risorse in interventi concreti. «Tassare oggi e rimandare tutto a domani non è amministrare, è prendere tempo», è il messaggio lanciato dai banchi di minoranza.
Subito dopo le tasse arriva l’altro grande nodo: il Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Anche quest’anno più che una vera programmazione sembra un elenco di promesse rinviate. Interventi che slittano di anno in anno, senza mai diventare realtà. Una pianificazione che ristagna e non dà risposte ai bisogni del territorio.
La situazione delle scuole è forse la più grave. Gli interventi obbligatori di messa in sicurezza e adeguamento antincendio compaiono nei documenti comunali fin dal Piano Triennale 2022. Dovevano essere fatti nel 2024, poi sono stati spostati, e oggi finiscono addirittura al 2028, oltre le scadenze di legge, nonostante le proroghe. «Opere obbligatorie che continuano a non essere una priorità», ha denunciato l’opposizione, parlando di rinvii che mettono a rischio studenti e personale.
E poi c’è il centro storico. Anche quest’anno, nel Piano Triennale, non c’è traccia di investimenti. Nessun progetto di riqualificazione, nessuna idea di rilancio. Il cuore di Bibbiena resta fermo, mentre l’unica novità visibile è la nuova cartellonistica. Segnali più di facciata che di sostanza.
Il Consiglio comunale si è chiuso senza un vero confronto. Alle critiche su tasse, servizi, scuole e centro storico, la maggioranza ha risposto con il silenzio. Un atteggiamento che lascia più domande che risposte.
«I cittadini non vivono di numeri scritti nei bilanci – conclude Lista di Comunità – ma di servizi accessibili, scuole sicure e scelte chiare. Continuare ad aumentare i costi per le famiglie mentre si rinviano gli interventi essenziali significa non governare il futuro di Bibbiena, ma limitarsi a gestire il declino».





