I libri che sono piaciuti alla redazione dell’Ortica, da leggere quest’estate

Per chi vuole un suggerimento per scegliere cosa leggere quest’estate, la lista di libri letti e piaciuti ai redattori dell’Ortica.

GINO PERTICAI

Colson Whitehead-La ferrovia sotterranea

Bellissimo romanzo, vincitore del premio Pulitzer.
Ambientato all’epoca della segregazione razziale, tratta temi ancora attuali.
La Ferrovia Sotterranea racconta la fuga di Cora da una piantagione di cotone in Georgia: è un romanzo avventuroso, avvincente e pieno di colpi di scena, dove parteggerete per  la combattente Cora.

 

 

Hanya Yanagihara – Una vita come tante
È la storia di quattro ragazzi amici dai tempi del college, tre sono artisti, uno farà l’avvocato, e proprio la vita di questo, Jude, sarà il filo conduttore di tutto il libro e che è meglio leggere senza sapere nulla della trama
Un libro che ti lascia incollato alle sue 1.100 pagine.

 

 

 

IL BURATTINO

Mark Twain – Un americano alla corte di re Artù
Uno statunitense, dotato di buone conoscenze scientifiche, si ritrova inspiegabilmente catapultato nella Camelot di re Artù.
Tra peripezie e avventure di ogni risma, il nostro simpatico amico riesce abilmente a farsi largo nell’arcaica società medievale, scalza il povero Merlino e si crea la fama di mago potentissimo applicando la tecnologia moderna al VI secolo.

 

 


Nicolai Lilin – Educazione siberiana

Un ragazzo siberiano educato da un’intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, e cioè un «criminale onesto».
Le avventure di strada, le giornate al fiume, gli scontri tra adolescenti guerrieri nella Transnistria, terra di tutti e di nessuno, crocevia di traffici internazionali e di storie d’uomini.

 

 

 

Gianni Celati – Costumi degli italiani

Piccole storie, vicende senza importanza, con la leggerezza e il linguaggio di un’ironia quasi distratta, l’autore ci mostra la realtà dietro le apparenze.
Un viaggio a ritroso attraverso gli italici costumi più stereotipati, tra vizi, virtù, abitudini e modi di vivere degli Italiani in tanti anni.
Come guardare le fotografie dei nonni e rendersi conto che non siamo poi tanto diversi.

 

 

ETRUSCO

Una scelta non facile per un lettore accanito come me.
Ho deciso, quindi, di limitare la mia scelta a quelli più belli, che ho letto in questo scorcio di millennio, escludendo quelli del secolo scorso.
Non cito, quindi, “Il Nome della Rosa” di Umberto Eco, il più bello in assoluto, ma di seguito segnalo un terzetto, di libri, che mi hanno appassionato di più:

Carlos Ruiz Zafon –  L’OMBRA DEL VENTO
Un’atmosfera di mistero avvolge questa storia ambientata in una Barcellona altrettanto misteriosa e magica nel periodo che va dal dopoguerra agli anni ’60, sotto la dittatura Franco. Un libro che muove dalla passione dei suoi personaggi per i romanzi, che ti fa comprendere il valore della vera amicizia e rivela tutta l’amarezza per l’amore perduto, con continui colpi di scena che avvincono il lettore.

 

 


Joel Dicker – LA VERITÀ SUL CASO HARRY QUEBERT

Una storia avvincente, anzi due storie insieme, ma in tempi diversi: la prima, che racconta di fatti accaduti nel 1975 (la scomparsa di una ragazza di 15 anni) e la seconda, che si svolge nel 2008, allorché viene rinvenuto il cadavere della ragazza e, con un finale a sorpresa come nei migliori gialli, si arriva alla verità con la scoperta dell’assassino. Un thriller coinvolgente, nel quale, peraltro, non mancano i sentimenti dell’amore e dell’amicizia. Da questo libro è stata tratto recentemente un film TV ad episodl, che non rende certo giustizia al romanzo di Dicker.

 

Donna Tartt –  IL CARDELLINO
Come dice la pubblicità, ‘non fatevi ingannare dalle quasi 900 pagine del volume, se non lo avete letto, fatevi un favore e leggetelo ‘.
Io l’ho letto e non me ne sono pentito, anzi mi è dispiaciuto, quando sono arrivato all’ultima pagina.
Ambientato in una New York affascinante (con un breve passaggio a Las Vegas), tra musei e gallerie d’arte, è un inno alla vita, un concentrato di emozioni con la suspense di un thriller.
Un best seller che ha ricevuto, meritatamente, il Premio Pulitzer.

 

GIORGIO CIOFINI  

Indro Montanelli – Cialtroni 
Sottotitolo: Da Garibaldi a Grillo, gli italiani che disfecero l’Italia.

E non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro.
Montanelli “fotografa” alla sua maniera tanti protagonisti della vicenda italiana, attraverso una serie di articoli magistrali, scelti dal curatore Paolo di Paolo e ci regala una carrellata, lucida e amara, del costume politico nazionale dalle origini (Garibaldi) ai nostri giorni (Grillo-autore anche della postfazione).
La conclusione è nella domanda finale (retorica) in cui Montanelli si chiede se, il popolo italiano, sia migliore della sua classe politica.
Interrogativo centrale e retorico più che mai, oggi che il populismo governa il Mondo.

 

Henning Mankell – La leonessa bianca 

È la terza inchiesta del commissario Wallander.
Un giallo-politico, che appassiona, coinvolge e istruisce sui meccanismi perversi del potere.
Ambientato in un momento decisivo della storia del Sudafrica, nel passaggio tra apartheid e democrazia, la soluzione del giallo accompagna quella politica, con la straordinario risultato raggiunto da due uomini e politici eccezionali, il presidente De Klerk e Nelson Mandela. Mankell ha dato il meglio di sé nel combinare i due piani della narrazione, riuscendo magistralmente a fondere il giallo e la storia di un evento di portata mondiale.
La trovo una delle migliori prove dello scrittore svedese, un grande autore di gialli da poco scomparso e di gran lunga il mio preferito, nel genere.

PIETRO ARETINO

Georges Simenon-Il Crocevia delle tre Vedove
Consiglio la lettura di un giallo classico e intricato risolto dal commissario Maigret.
Se vi piacerà sarà la molla per leggere oltre 70 gialli con protagonista il commissario parigino.
Libri che hanno qualche anno, ma l’edizione di Adelphi è ancora piuttosto giovane.
Sono più di semplici giochi polizieschi… Provare per credere, potreste scoprire una miniera.

MARCO ROSATI

20 giugno 2020. Una data che gli aretini non dimenticheranno mai.
La Giostra del Saracino non si disputa, non è stata rinviata è ANNULLATA.
Per la prima volta nel dopoguerra la Giostra non si disputa.
Per rivivere comunque quelle emozioni che mi mancano come, ne sono certo, a molti di voi ho ripreso dalla mia biblioteca il libro di Carlo Dissennati “Le mille lance del saracino”.
Sfogliandolo ho ripercorso la nascita della manifestazione ed i suoi primi vagiti sino all’edizione del 5 settembre 1965. La storia della Giostra ma anche la storia recente della nostra città.

E poiché la Giostra del Saracino ci catapulta, con i suoi costumi, le armi, i cavalli nell’età medievale consiglio un libro molto particolare “Gusti del Medioevo” scritto da Massimo Montanari professore di Storia Medievale e di Storia dell’Alimentazione all’Università di Bologna oltre che Direttore del Master di “Storia e cultura dell’alimentazione”.
Le abitudini a tavola nell’età medievale. Come si preparavano le pietanze, cosa mangiavano i nobili e cosa invece i contadini.
E poi con quale ordine si serviva in tavola.
Un libro che si “divora” ed appaga la “sete” di curiosità insita in ognuno di noi.

LUCIANO PETRAI

I due libri che voglio presentarvi sono frutto di uno stato d’animo che assilla il nostro mondo odierno.
Norwegian Wood di Murakami Haruki
è un romanzo che parte dall’adolescenza per esplorare il mondo dei sentimenti e della solitudine e soprattutto dei dubbi, che anche nella vita adulta abbiamo tutti, tra la voglia di essere integrati, per raggiungere successi e potere ed il bisogno irrinunciabile di rimanere se stessi, costi quel che costi.
Ci troviamo continuamente a dover scegliere, come il protagonista del libro, tra due donne, due ragazze che lo attirano entrambe. E siamo sempre pieni di dubbi di poter fare la scelta sbagliata.
Ad un certo punto nel libro c’è una specie di soluzione:
“Conosco la differenza tra le persone che sanno aprire il loro cuore, e quelle che non sanno farlo. Tu sai aprirlo. Ma solo quando dici tu, beninteso. – E se uno lo apre cosa accade? Si guarisce.”
Murakami riesce ad essere di una attualità inaspettata.

Il secondo libro non è un romanzo ma un saggio sul tempo che stiamo vivendo: Il demone della paura di Zygmunt Bauman (si, quello della modernità liquida).
L’insicurezza del presente e l’incertezza del futuro sono causa delle nostre paure e della nostra infelicità.
Eppure:
“La generazione meglio equipaggiata tecnologicamente di tutta la storia umana è anche la generazione afflitta come nessun’altra da sensazioni di insicurezza e di impotenza. Oggi tutti sono al corrente e nessuno ha la più pallida idea.”
Già, proprio così, ma ricordiamoci che una società che ha paura è una società pericolosa. Dobbiamo fare attenzione al linguaggio che usiamo (capito politici?) perché dobbiamo enfatizzare il pericolo ed il rischio ma non la paura.
In fondo, anche se sembra di avere sempre meno tempo per leggere, leggere ci fa bene perché è come viaggiare con la mente.

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