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Coppa Italia, la Serie B saluta e l’Arezzo cerca ancora il geometra

La Coppa Italia manda a casa Arezzo, Catania, Benevento, Modena, Carrarese e Padova. Ma i risultati d’agosto spiegano poco: a Cagliari la difesa ha retto, mentre costruzione e sostegno agli attaccanti sono rimasti nel bagaglio

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Coppa Italia, la Serie B saluta e l’Arezzo cerca ancora il geometra

La Coppa Italia manda a casa Arezzo, Catania, Benevento, Modena, Carrarese e Padova. Ma i risultati d’agosto spiegano poco: a Cagliari la difesa ha retto, mentre costruzione e sostegno agli attaccanti sono rimasti nel bagaglio

🍷 Il calice amaranto

Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

La Coppa Italia ha già cominciato a fare selezione: nei primi due giorni sono uscite diverse squadre di Serie B insieme alle formazioni di Serie C che avevano superato il preliminare. L’Arezzo è caduto 1-0 a Cagliari, il Catania 2-0 a Parma e il Benevento 4-1 contro la Fiorentina. Il giorno successivo sono state eliminate anche Modena, Carrarese e Padova.

Risultati che, però, dicono poco sul futuro campionato amaranto. Ad agosto la Coppa è una specie di oracolo con la connessione lenta: parla, fa rumore, ma quando gli chiedi chi vincerà il campionato comincia a girare la rotellina.

Qualcosa di interessante si è comunque visto. Il Benevento di Floro Flores ha provato a giocare, pur venendo poi travolto dalla Fiorentina. Il Catania è stato punito anche dal giovane del Parma, il Modena ha assaporato la qualificazione prima di essere ribaltato in pochi minuti dal Venezia, mentre Carrarese e Padova sono uscite di misura: la prima castigata da Simeone contro il Torino, la seconda da Davis contro l’Udinese.

Tutto bello, tutto utile per riempire i tabelloni. Ma per capire quale Arezzo vedremo in campionato bisogna tornare alla partita di Cagliari.

Alla Domus i rossoblù hanno colpito due pali nella stessa azione e hanno trovato il gol decisivo su rigore con Deiola. L’Arezzo, invece, ha costruito poco: una situazione favorevole con Varela e Renzi e, nella ripresa, un tiro dalla distanza di Sala. Troppo poco per una squadra che vuole presentarsi al campionato con qualche idea offensiva e non soltanto con il certificato di buona condotta difensiva.

La difesa ha retto bene, pur mostrando in avvio qualche ritardo quando il Cagliari aumentava velocità. Davanti, invece, i tre esterni “piccinini” sono rimasti spesso senza benzina di scorta. Le sovrapposizioni dei terzini sono state limitate, comprensibilmente, dalla necessità di contenere gli avversari. Il risultato è stato un attacco leggero, isolato e con poche possibilità di sorprendere.

A centrocampo Sala ha sofferto la fisicità nella fase difensiva. Quando ha potuto alzare la testa e accompagnare l’azione, cioè nella parte di gioco che gli appartiene maggiormente, le occasioni per mettersi in mostra sono state pochissime.

Ionita ha badato soprattutto al contenimento, senza riuscire a sostenere con continuità la catena di sinistra. Chierico è stato costretto a lavorare più da guastatore che da costruttore: tanta rottura, poco compasso. Dopo il suo cambio, anche Iaccarino ha pagato il confronto fisico con gli avversari.

E allora la domanda viene da sé: chi accende il gioco dell’Arezzo?

Viviani, che nelle amichevoli non era dispiaciuto, a Cagliari è rimasto in panchina. Scelta legata alla singola partita, momentaneo accantonamento oppure segnale di un cambiamento tattico? Bucchi potrebbe voler costruire un Arezzo diverso, più dinamico e meno dipendente da un unico regista. Ma potrebbe anche mancare ancora il vero sostituto di Guccione, uno capace di ricevere il pallone e spiegargli dove deve andare senza convocare una riunione di condominio.

Sul mercato resta poi il nome di Nicolas Schiavi. Il centrocampista della Carrarese non è stato impiegato contro il Torino e le indiscrezioni lo indicano nel mirino di Empoli e Avellino. La pista Arezzo, emersa in precedenza, si sarebbe invece raffreddata. Naturalmente siamo nel regno del calciomercato, dove una trattativa può essere “chiusa” alle dieci, “saltata” alle undici e “mai esistita” prima di pranzo.

L’Avellino, prossimo avversario dell’Arezzo in campionato, è stato intanto battuto nettamente dal Monza. Anche questo risultato va preso con le molle: né il 3-0 degli irpini né l’1-0 subito dagli amaranto assegnano punti alla prima giornata.

La Coppa, insomma, ci ha detto che l’Arezzo sa soffrire e difendersi. Non ci ha ancora mostrato, però, come intende costruire gioco contro avversari più alla sua portata.

La retroguardia c’è, il carattere pure. Ora servirebbe qualcuno che portasse il pallone dalla cucina alla sala senza rovesciare il vassoio.

Vedremo. Per ora il calice resta mezzo pieno, ma a centrocampo manca ancora chi sappia versare.

Foto: S.S. Arezzo

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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