Il Parco Pertini di Arezzo ha ospitato l’Arezzo Celtic Festival, manifestazione dedicata alla cultura celtica, alla rievocazione storica e alle tradizioni legate al calendario pagano. Per qualche giorno la città ha lasciato riposare rotatorie, cantieri e polemiche da gruppo Facebook per occuparsi di spade, cornamuse e divinità decisamente meno burocratiche.
Le fotografie di Felice Rogialli raccontano un festival popolato da guerrieri in kilt, donne con mantelli e decorazioni rituali, accampamenti, tende, fuochi, artigiani e visitatori che passeggiano tra passato e presente con una naturalezza sorprendente. Del resto, dopo anni trascorsi a osservare certi abbigliamenti durante la Fiera Antiquaria, ad Arezzo siamo preparati a tutto.
La fotogallery dell’Arezzo Celtic Festival
Sfoglia le immagini di Felice Rogialli tra accampamenti, combattimenti, costumi, musica, riti e momenti della manifestazione al Parco Pertini
Tra le iniziative non sono mancati i combattimenti dimostrativi. Spade, scudi e duelli hanno preso il posto delle consuete schermaglie cittadine, con una differenza sostanziale: al Celtic Festival le armi erano dichiarate e gli avversari sapevano di essere coinvolti.
Spazio anche alla lavorazione dei metalli, ai mercatini artigianali, agli spettacoli, alla danza, alle conferenze e agli strumenti musicali tradizionali. Dalle immagini emergono la cornamusa, i grandi corni cerimoniali, i tamburi e le attività degli accampamenti storici, dove il fuoco tornava a essere uno strumento indispensabile e non soltanto qualcosa da fotografare per poi discutere sulla sicurezza nei commenti.
Il ricordo di Roberto “Breda” Bardelli
Uno dei momenti più partecipati e sentiti è stato dedicato alla memoria di Roberto “Breda” Bardelli, figura storica dell’associazione organizzatrice e appassionato sostenitore della cultura celtica e rievocativa aretina.
La commemorazione si è svolta domenica 2 agosto attraverso una cerimonia semplice e collettiva. Una candela accesa, alcune coppe di terracotta, il ricordo degli amici e quel silenzio che riesce a dire molto più di certi discorsi preparati con dodici citazioni e nessun sentimento.
Bardelli aveva contribuito alla crescita della manifestazione, lasciando un segno profondo nella comunità che ruota intorno al festival. Il suo ricordo è entrato così a far parte della giornata non come una parentesi malinconica, ma come uno degli elementi più autentici dell’evento.
Intorno, la festa ha continuato a vivere tra spettacoli, incontri, costumi, musica e fuochi accesi nella notte. Perché le manifestazioni migliori non sono soltanto quelle che offrono qualcosa da vedere, mangiare o fotografare. Sono quelle che riescono a creare una comunità, anche solo per qualche ora.
L’Arezzo Celtic Festival ha dimostrato ancora una volta che al Parco Pertini possono convivere rievocatori, artigiani, musicisti, famiglie e curiosi. E che, almeno per un fine settimana, le corna erano esposte con trasparenza e facevano parte del costume. Una correttezza istituzionale non sempre così diffusa.






























