A Barletta sono bastati circa 6-8 centimetri per fermare Jovanotti. Non di pioggia, perché con quella ci avrebbe fatto una canzone. Non di traffico, perché davanti a 33mila persone il traffico viene promosso a “grande evento”. Erano 6-8 centimetri di amianto, trovati nei pressi dell’ingresso dell’ex cartiera scelta per il concerto del 17 agosto.
Il frammento, grande più o meno quanto una merendina ma parecchio meno digeribile, ha sconfitto il palco, l’organizzazione, i biglietti già venduti e oltre due mesi di preparativi.
Il “Jova Summer Party” di Barletta è stato così annullato. L’Asl ha giudicato il sito non idoneo dopo gli accertamenti condotti nell’area industriale dismessa. Il problema, naturalmente, non era soltanto quel pezzetto: la sua presenza faceva temere che potessero esserci altri frammenti nascosti nel terreno.
Con circa 33mila spettatori pronti a saltare, ballare e pestare qualunque cosa al ritmo di “L’ombelico del mondo”, il rischio era che eventuali materiali contenenti amianto venissero frantumati, liberando fibre pericolose nell’aria.
Insomma, l’unico “pulviscolo magico” non previsto dalla scaletta.
Secondo la ricostruzione fornita dagli organizzatori, le analisi dell’aria non avrebbero rilevato fibre disperse. Il ritrovamento del frammento vicino all’ingresso, tuttavia, non permetteva di escludere la presenza di altri pezzi. E quando in un’ex fabbrica compare l’amianto, anche se è lungo quanto un dito, non è consigliabile mettergli il braccialetto e farlo entrare nel settore prato.
I tempi rimasti prima del concerto non consentivano ulteriori verifiche, la rimozione dei materiali e la messa in sicurezza dell’intera area. La commissione di vigilanza ha quindi preso atto della non idoneità del sito e il concerto è saltato.
Jovanotti: «La sicurezza del pubblico viene prima di tutto»
A confermare personalmente la cancellazione è stato anche Jovanotti, con un video pubblicato sui social dopo il concerto di Montesilvano.
Il cantante ha spiegato di aver ricevuto la notizia appena sceso dal palco e di aver trascorso parte della notte al telefono per capire cosa stesse accadendo. Al risveglio è arrivata la conferma definitiva: a Barletta non si sarebbe suonato.
Jovanotti ha riferito che nell’area circostante sarebbero stati trovati frammenti di amianto e che l’Asl aveva quindi stabilito l’impossibilità di utilizzare il sito. Una decisione alla quale il cantante ha detto di adeguarsi senza esitazioni:
«Per me la sicurezza del pubblico è sempre la primissima cosa».
Ha inoltre precisato di non conoscere le dinamiche dello scontro politico locale nato intorno alla vicenda e di volersi affidare alle valutazioni delle autorità competenti. Nessuna accusa e nessuna teoria del complotto, dunque: davanti all’amianto, anche il più scatenato dei “ragazzi fortunati” ha preferito non tentare la sorte.
Nel video Jovanotti si è detto soprattutto dispiaciuto per i fan che avevano già acquistato i biglietti, prenotato alberghi e organizzato il viaggio. Ha ripetuto più volte il proprio rammarico, promettendo aggiornamenti sulle decisioni successive.
Il cantante ha però sottolineato anche un dettaglio destinato ad alimentare le polemiche: l’area era stata individuata da circa un anno, mentre la decisione definitiva è arrivata soltanto a pochi giorni dall’appuntamento.
Poi ha salutato tutti, è risalito in bicicletta ed è ripartito con la sua carovana verso la Calabria. Perché puoi cancellare un concerto a Jovanotti, ma convincerlo a prendere l’autostrada resta molto più difficile.
Il frammento, intanto, è diventato il partecipante più potente dell’intero evento: non aveva comprato il biglietto, non aveva fatto la fila e con appena 7 centimetri ha mandato a casa 33mila persone.
Un record che nemmeno un assolo di tre ore.
L’amministratore delegato di Trident Concert, Maurizioizio Salvadori, ha espresso amarezza per la decisione e per le conseguenze organizzative ed economiche. Ma sulla sicurezza sanitaria non si scherza davvero: l’amianto è pericoloso proprio quando viene danneggiato o frantumato e le sue fibre finiscono nell’aria.
La satira può giocare sulle dimensioni del pezzo. I polmoni, purtroppo, non fanno satira.
Ora si cerca una soluzione alternativa. Gli organizzatori stanno valutando uno spazio a Bari per recuperare il concerto il 19 settembre. Se l’ipotesi sarà confermata, i biglietti già acquistati dovrebbero restare validi; chi non vorrà partecipare potrà chiedere il rimborso secondo le modalità che verranno comunicate.
Per adesso, dunque, il bilancio pugliese è questo: Jovanotti zero, amianto uno. Partita sospesa e possibile rivincita a Bari, purché prima qualcuno controlli pure sotto il palco, dietro le transenne e magari dentro il panino col capocollo.
Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.


