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Il panno casentino non è morto: Confartigianato chiarisce, la produzione continua

Nonostante la crisi della manifattura tessile di Soci, due storiche aziende continuano a produrre e commercializzare il panno casentino. L’appello di Confartigianato Arezzo contro i fraintendimenti.

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Il panno casentino non è morto: Confartigianato chiarisce, la produzione continua

Nonostante la crisi della manifattura tessile di Soci, due storiche aziende continuano a produrre e commercializzare il panno casentino. L’appello di Confartigianato Arezzo contro i fraintendimenti.

Il panno casentino non è scomparso e non è diventato soltanto un ricordo da conservare in un museo. Nonostante le difficoltà che hanno colpito la manifattura tessile di Soci, la produzione continua grazie a due storiche aziende del territorio. A precisarlo è Confartigianato Imprese Arezzo, intervenuta dopo le notizie delle ultime settimane che hanno alimentato l’impressione di una fine definitiva di questa tradizione.

La crisi di una realtà produttiva, insomma, non equivale alla scomparsa di un intero comparto. Una distinzione che, per chi continua a lavorare e a investire, non è proprio un dettaglio.

«Il panno casentino è vivo, perché noi stiamo continuando la produzione», sottolinea Massimo Savelli di Tacs, vicepresidente dell’Associazione Tessile e Abbigliamento Provinciale di Confartigianato. «La crisi attuale della manifattura tessile di Soci non significa che il panno casentino appartenga ormai al passato: questa storica tradizione continua a esistere, nonostante le difficoltà del settore».

Savelli racconta anche le conseguenze concrete delle notizie circolate: «È frustrante ricevere tantissime telefonate da persone che, leggendo le notizie, si sono convinte che non ci siano più aziende in grado di produrre e vendere il panno casentino. Si è creato un vero e proprio qui pro quo, che rischia di danneggiare chi continua a investire e a lavorare».

La precisazione riguarda quindi non solo l’immagine di un prodotto simbolo del Casentino, ma anche il lavoro e le prospettive delle imprese che ne custodiscono le competenze, le lavorazioni e la commercializzazione.

«Confartigianato vuole ribadire che questo prodotto d’eccellenza continua a vivere grazie alla lungimiranza di aziende produttrici e imprenditori come la Tacs, che da oltre 60 anni portano avanti in tutto il mondo il Made in Italy», dichiara Marco Bacci, responsabile delle Relazioni istituzionali e Sviluppo territoriale di Confartigianato Casentino.

Bacci ribadisce l’impegno dell’associazione a fianco delle imprese, affinché venga riconosciuto il valore di chi mantiene viva questa storia artigiana. «Il panno casentino non è soltanto un prodotto: è parte dell’identità del nostro territorio, della sua storia e del suo patrimonio produttivo».

Il messaggio, in sostanza, è semplice: le difficoltà ci sono e non vanno minimizzate, ma il panno casentino si produce ancora. Prima di celebrare il funerale di una tradizione, conviene almeno verificare che abbia smesso di lavorare.

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