Senza tornare, almeno per oggi, sul problema quotidiano dei rifiuti abbandonati negli angoli della città, nei parchi e accanto ai bidoni, la redazione dell’Ortica ha deciso di cambiare argomento. Una scelta ardita, quasi rivoluzionaria: parlare di qualcosa che ad Arezzo non sia stato lasciato per terra.
Ogni tanto entriamo nei gruppi Facebook aretini per osservare da vicino i dibattiti che animano la città. Non per stabilire chi abbia ragione, impresa ormai abbandonata anche dalle Nazioni Unite, ma per raccontare come una domanda normale riesca a trasformarsi, commento dopo commento, in uno specchio perfetto degli umori cittadini.
Oggi è toccato a un post pubblicato nel gruppo “Sei di Arezzo se…”.
La richiesta era semplice: trovare qualcuno “molto bravo e onesto con i prezzi” per un trattamento di botox facciale.
Una domanda legittima, formulata con educazione. Ma sui social aretini la normalità dura generalmente meno di un semaforo verde in via Fiorentina.
La prima risposta è stata il grande classico dei gruppi Facebook: “Scrivimi in privato”. Una formula misteriosa che può significare qualsiasi cosa, dalla segnalazione di uno specialista alla vendita di una cucina usata, passando per l’ingresso in un’organizzazione segreta con sede a Saione.
Poi è arrivata la svolta agricola.
Un utente ha scritto che un suo amico tiene le api e si è offerto di chiedere informazioni. Un’altra partecipante ha rilanciato precisando che il marito possiede ottanta arnie, domandando se fossero sufficienti.
La diretta interessata ha risposto divertita: “Sì grazie”.
Per qualche minuto, dunque, Arezzo ha rischiato di diventare la prima città italiana in cui il botox viene somministrato direttamente dall’apicoltore, magari con chilometro zero, miele biologico e fattura agricola.
Esaurito il filone delle api, si è aperto quello della boxe.
“Un bravo pugile anche gratis”, ha suggerito qualcuno. “La palestra di pugilato in centro”, ha rincarato un altro.
Il principio sembrerebbe essere il seguente: se il volto deve cambiare, tanto vale risparmiare sulla siringa. Il risultato, va detto, potrebbe essere meno prevedibile, ma certamente più rapido.
Accanto alle battute sono però arrivati anche numerosi interventi seri. Alcuni utenti hanno ricordato che, quando si parla di trattamenti sul viso, il prezzo non dovrebbe essere l’unico criterio di scelta. Competenza, qualifiche professionali, qualità dei prodotti utilizzati e sicurezza della struttura sono elementi molto più importanti di un piccolo risparmio.
Qualcuno ha osservato che la ricerca di un professionista “molto bravo e molto economico” può essere complicata: l’esperienza, la formazione e l’organizzazione di uno studio medico hanno inevitabilmente un costo.
Altri hanno invitato la persona ad accettarsi così com’è, mentre non sono mancati avvertimenti più drammatici sui rischi di affidarsi a mani inesperte. In mezzo, come sempre accade nei gruppi cittadini, sono comparsi nomi di professionisti, strutture sanitarie e nuovi inviti a scrivere in privato.
La discussione ha così percorso in pochi commenti l’intero arco del pensiero aretino: medicina, risparmio, autostima, pugilato, apicoltura e catastrofismo.
Il tutto partendo da una semplice richiesta estetica.
Al di là delle battute, un principio resta importante: i trattamenti con tossina botulinica devono essere valutati ed eseguiti da professionisti sanitari qualificati, in strutture adeguate e dopo un colloquio medico. Sul viso, insomma, è meglio non scegliere seguendo soltanto il prezzo o il primo “scrivimi” apparso sotto un post.
Perché ad Arezzo si può scherzare su tutto, anche sulle rughe. Ma prima di affidare la fronte a qualcuno, sarebbe opportuno controllare almeno che abbia una laurea e non soltanto ottanta arnie.


