Sulla 71 non ci si annoia
Striscione stile ultrà: “Arezzo giù le mani da Supermario”
E Arezzo si domanda: ma chi l’ha chiamato davvero?
Se passi sulla 71 pensando agli affari tuoi, alla bolletta del gas, manco fai in tempo a schivare una buca che ti arriva in faccia un lenzuolo grosso come la tovaglia delle Cresime: “Arezzo giù le mani da Supermario.”
Tono minaccioso, caratteri cubitali, atmosfera da rapimento federale.
Manca solo un «firmato: i servizi segreti del Cassero».
E qui scatta la domanda che rimbalza per tutta Arezzo come un pallone bucato al campino di Molinelli:
ma chi lo vuole davvero?
Chi l’ha chiamato?
C’è un modulo da compilare?
Una prenotazione online?
Oppure siamo al senti-dire diventato striscione
senza passare dal cervello?
Non un SOS istituzionale, non un appello ONU:
solo uno striscione da stadio, piazzato con amore e spray nero come un San Francesco con fascia da capitano laggiù in fondo a viale Mazzini.
Bianco come un lenzuolo steso, nero come la minaccia che sembra voler mandare al capoluogo.
Perché sì, pare che il sindaco di Castiglion Fiorentino —
Mario Agnelli, tre mandati, curriculum lungo quanto la salita della Foce —
sia finito nel mirino delle sirene aretine.
Lo corteggiano, lo sognano, qualcuno ci farebbe pure una figurina Panini.
E il popolo lo difende come i cinghiali difendono le ghiande.
Ancora lo striscione, di nuovo lui: “Arezzo giù le mani da Supermario!”
Oh, roba seria.
Sembra un ultimatum nucleare, pare la NATO al Cassero.
Manco il Papa quando gli rubano il rosario.
Ma la domanda del popolo normale resta lì, grossa
come un lampredotto di traverso in gola:
ma ad Arezzo, chi l’aveva chiesto?
C’è una lista?
Una raccolta firme?
Una voce dal cielo tipo Paolo Fox
che annuncia la giunta del futuro?
Da Castiglioni sembrano convinti che Arezzo
sia lì a caccia col retino da farfalle, pronta a catturare Supermario come un Pikachu raro.
E invece Arezzo, fino a prova contraria, osserva la scena come il cliente alla cassa che domanda: «Mi scusi, ma chi vi ha ordinato il sindaco d’asporto?
Noi per ora s’è preso solo un caffè.»
A Castiglioni però lo amano, lo tifano, lo coreografano.
Se domani Agnelli arriva in piazza con mantello e stivali parte un fumogeno color coccio e si canta “oleeeeé” come ai tempi di Batistuta.
La scena è questa:
- Arezzo forse ci pensa,
- Castiglioni già piange,
- lo striscione urla come nonna quando manca il sale.
E allora il dubbio nasce spontaneo:
Ma se Arezzo non ha chiesto nulla, da chi si stanno difendendo? Dai fantasmi?
Nel centrodestra aretino intanto si sussurra e si annusa l’aria come cani da tartufo dopo la pioggia.
Qualcuno dice «Agnelli sarebbe buono», qualcun altro «bella idea»,
e a Castiglioni parte subito l’allarme:
attenti al sindaco in fuga, Supermario potrebbe scappare ad Arezzo.
Come se il capoluogo avesse già pronto il furgone con scritto:
“Trasporti Agnelli – comune incluso nel prezzo.”
E il bello è che Supermario che fa?
Sta lì, ghigna, ringrazia, recita il sono onorato di rito, tiene un piede a Castiglioni, l’occhio su Arezzo, e una mano sulla manopola:
«vediamo tra un anno chi mi chiama davvero.»
Morale della favola
Castiglioni: «Lasciateci Supermario, se no s’impazzisce!»
Arezzo: «Ma noi s’era solo chiacchierato, oh…»
Supermario: fa come il prete al matrimonio —
benedice tutti, ma alla fine sceglie lui chi sposa.
Credit foto: PlayVideo di Jonathan Barillari)

Ma veramente c’era anche voce che essendo Draghi senza incarichi venisse a fare il sindaco qua…io pensavo che lo striscione l’avessero messo quelli di Città della Pieve dove ha il buen retiro. Invece son quelli di Castiglioni che han paura gli si rubi il sindaco? Fooorte…venisse lui dopo Pupo verrebbe a fare i concerti magari anche Orietta Berti…e Sgarbi guarito come se piovesse…una città da favola, che già sembrerebbe impossibile farla diventare meglio di com’è ora!