Un altro test estivo, un’altra squadra di categoria inferiore e un altro risultato che invita a tenere i piedi ben piantati per terra. L’Arezzo pareggia 1-1 contro la Folgore Caratese, neopromossa in Serie C, in un’amichevole risolta da un botta e risposta nella ripresa.
I lombardi passano in vantaggio con Cilivegna, ma la reazione amaranto arriva rapidamente grazie a Djamanca, che firma la rete del definitivo pareggio.
Niente drammi, perché siamo ancora nel pieno della preparazione. Ma nemmeno il bisogno di raccontarsi che il risultato non conta mai: curiosamente, quando si vince conta parecchio; quando si pareggia contro una formazione di categoria inferiore diventa improvvisamente un dettaglio amministrativo.
Mister Bucchi sta ancora lavorando sulla condizione atletica, sugli automatismi e sull’inserimento dei nuovi. Le gambe sono pesanti, i carichi si fanno sentire e la squadra deve ancora trovare continuità. Tutto vero. Resta però il fatto che, dopo le prime uscite, l’Arezzo non ha ancora mostrato quella differenza netta che sulla carta dovrebbe separare una neopromossa in Serie B da un’avversaria appena salita in C.
Le amichevoli di luglio non assegnano punti, promozioni o retrocessioni. Servono però a mostrare difetti, ritardi e meccanismi ancora da registrare. E sotto questo aspetto il pareggio con la Folgore Caratese consegna allo staff materiale su cui lavorare. Parecchio materiale, perché evidentemente l’estate non voleva lasciare disoccupato nessuno.
Djamanca risponde, l’Arezzo evita la sconfitta
Dopo una prima parte di gara senza reti, il match si accende nella ripresa. La Folgore Caratese trova il vantaggio con Cilivegna, mettendo gli amaranto nella scomoda posizione di dover rincorrere una formazione di categoria inferiore.
La risposta, almeno, è immediata. Djamanca ristabilisce la parità e impedisce che il test assuma contorni ancora meno allegri.
Il risultato finale resta così sull’1-1: utile per la preparazione, meno utile per alimentare facili entusiasmi. La squadra è ancora un cantiere, ma il campionato non aspetterà che gli operai abbiano finito di leggere il progetto.
La terza maglia mette d’accordo il popolo amaranto
Se il campo lascia qualche interrogativo, la presentazione della terza maglia porta invece una certezza: questa volta il giudizio dei tifosi è quasi unanime.
La nuova divisa nera, elegante e ricca di richiami alla storia e all’identità cittadina, è stata accolta da una valanga di commenti positivi:
«Terzo capolavoro»
«Non c’è niente da dire, capolavoro»
«Questa è la più bella di tutte e tre»
«Questa nera è meravigliosa»
«Mamma mia»
«Bellissima»
Una specie di plebiscito, evento rarissimo nel calcio aretino, dove normalmente bastano la tonalità sbagliata di un bordo o un cavallino spostato di tre millimetri per aprire una crisi istituzionale.
Dopo le discussioni che avevano accompagnato le precedenti presentazioni, la terza divisa sembra aver centrato il bersaglio. Il nero funziona, i dettagli amaranto emergono con eleganza e l’effetto complessivo restituisce una maglia moderna senza dimenticare l’identità del club.
Qualcuno, trascinato dall’atmosfera gotica, ha perfino evocato Stefan Salvatore di The Vampire Diaries. Segno che il merchandising amaranto è riuscito nell’impresa di mettere insieme calcio, vampiri e nostalgia adolescenziale. Non era previsto dal piano industriale, ma potrebbe funzionare.
Bella la maglia, ora serve vestire bene anche il campo
La terza maglia conquista dunque i tifosi, mentre l’Arezzo sul terreno di gioco continua a cercare la propria forma migliore.
In estate è giusto non emettere sentenze definitive. Sarebbe però altrettanto sbagliato ignorare i segnali che arrivano dalle amichevoli. La squadra deve crescere nella velocità di manovra, nell’intensità e nella capacità di imporre la propria qualità contro avversarie sulla carta inferiori.
Djamanca evita la sconfitta, la nuova divisa si prende gli applausi e il precampionato prosegue. La maglia è già pronta per la Serie B. Adesso tocca alla squadra dimostrare di esserlo altrettanto.
Perché il nero sfina, l’amaranto emoziona, ma in classifica continuano ostinatamente a contare i punti.


