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Arezzo-Palermo, per comprare il biglietto serve la residenza col bollino giusto

Il Supporters Trust rosanero denuncia tifosi respinti dalla piattaforma e sostenitori esclusi perché residenti fuori dalla Sicilia. Fra Fidelity Card, codici e disposizioni interpretabili, la trasferta diventa un concorso pubblico

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Arezzo-Palermo, per comprare il biglietto serve la residenza col bollino giusto

Il Supporters Trust rosanero denuncia tifosi respinti dalla piattaforma e sostenitori esclusi perché residenti fuori dalla Sicilia. Fra Fidelity Card, codici e disposizioni interpretabili, la trasferta diventa un concorso pubblico

AREZZO – Una volta, per andare in trasferta, servivano il biglietto, la sciarpa e qualcuno disposto a guidare. Per Arezzo-Palermo potrebbe servire anche la residenza giusta, certificata, timbrata e possibilmente benedetta dal GOS.

A sollevare la questione è il Palermo FBC 1900 – Supporters Trust, che denuncia le difficoltà incontrate da numerosi sostenitori rosanero durante l’acquisto dei biglietti per il settore ospiti. Alcuni riuscirebbero a entrare nella piattaforma TicketOne, ma verrebbero respinti nel corso della procedura oppure non riuscirebbero a completare l’operazione.

Il computer, del resto, non discute: controlla la tessera, legge la residenza e decide se sei abbastanza palermitano. Un giudizio che nemmeno al mercato della Vucciria si sarebbero sentiti di pronunciare.

Il comunicato della S.S. Arezzo, invece di spianare la strada, ci mette un’altra rotatoria.

Richiamando la Determinazione numero 30/2026 del 18 agosto, la società scrive che «la vendita dei tagliandi del settore ospiti è riservata ai residenti nella Regione Sicilia, esclusivamente per il settore a loro dedicato».

Per acquistare il biglietto, i residenti in Sicilia devono inoltre possedere la Fidelity Card del Palermo, autorizzarla sulla piattaforma TicketOne, inserire il numero della tessera e digitare un codice di sicurezza composto dalla propria data di nascita.

Manca soltanto il gruppo sanguigno e poi si può finalmente aspirare a vedere novanta minuti di pallone.

La domanda del Supporters Trust è semplice: che fine fanno i tifosi del Palermo residenti nelle altre regioni?

Nel settore ospiti rischiano di non poter acquistare perché non abitano in Sicilia. Negli altri settori incontrano le limitazioni previste per i tifosi locali. Insomma, per la biglietteria potrebbero non essere abbastanza siciliani per stare con i palermitani e nemmeno abbastanza aretini per stare con gli aretini.

Apolidi del pallone, con regolare Fidelity Card.

Nei commenti il regolamento diventa una tombola
Sotto il post si apre quello che, più che uno spazio per i commenti, sembra l’ufficio reclami della biglietteria.

C’è chi racconta di essere rimasto attaccato al sito per un giorno intero senza riuscire a comprare il tagliando e chi, dopo «mille tentativi», sostiene di avercela finalmente fatta. Un altro tifoso afferma di essere riuscito ad acquistare pur non risiedendo in Sicilia.

Più che una regola, una tombola: estrai la residenza, autorizzi la tessera, premi “acquista” e aspetti di scoprire se TicketOne ti considera idoneo alla trasferta.

La testimonianza più significativa arriva da un sostenitore che scrive di non aver potuto acquistare perché non vive più a Palermo ma a Genova. È esattamente il cortocircuito denunciato dal Supporters Trust: essere tifosi rosanero va bene, purché lo certifichi anche l’anagrafe.

A complicare ulteriormente il quadro è la risposta dell’associazione, che consiglia al sostenitore di Genova di acquistare negli altri settori dello stadio. Peccato che la comunicazione ufficiale dell’Arezzo stabilisca che i tagliandi dei settori locali possono essere venduti esclusivamente ai residenti nelle province di Arezzo e Perugia.

Il consiglio rischia quindi di accompagnare il tifoso da un vicolo cieco all’altro: fuori dalla Curva Nord perché non residente in Sicilia e fuori dagli altri settori perché non residente ad Arezzo o Perugia.

Il primo sostenitore respinto contemporaneamente dalla squadra ospite e da quella di casa.

Numerosi commenti arrivano anche dagli aretini. Diversi sottolineano che tra le due tifoserie non risultano particolari attriti e che avrebbero preferito uno stadio pieno, con una presenza numerosa e colorata di sostenitori palermitani.

«Da aretino mi sarebbe piaciuto uno stadio bello carico», scrive un utente. Un altro osserva che la S.S. Arezzo sarebbe la prima danneggiata, perché privata di una parte dell’incasso e di quella che avrebbe potuto essere una grande giornata di calcio.

C’è anche chi prova a riportare la discussione sui binari corretti: la decisione non sarebbe stata presa dalla società amaranto, che ha invece effettuato i lavori richiesti per aumentare la capienza del settore ospiti, ma dagli organismi competenti in materia di sicurezza.

Ed è un chiarimento importante. Prendersela con l’Arezzo per una disposizione delle autorità sarebbe come protestare col barista perché fuori piove. Alla società si può semmai chiedere un ombrello comunicativo migliore, perché il testo pubblicato continua a prestarsi a interpretazioni opposte.

Tra i commenti compaiono anche inviti a presentarsi senza biglietto o a utilizzare i dati di altre persone. Indicazioni da non seguire: il biglietto è nominativo e all’ingresso è previsto il controllo del documento. La protesta può essere sacrosanta, la trasferta col nome del cugino molto meno.

Alla fine rimangono tre esperienze diverse: chi non riesce ad acquistare, chi ci riesce dopo numerosi tentativi e chi sostiene di aver comprato pur vivendo fuori dalla Sicilia.

L’unica disposizione applicata in modo uguale per tutti, al momento, sembra essere il mal di capo.

Una disposizione, due interpretazioni
La faccenda diventa ancora più curiosa perché esistono interpretazioni diverse della disposizione.

Secondo alcune ricostruzioni, il provvedimento stabilirebbe soltanto che i residenti in Sicilia possono acquistare esclusivamente nel settore ospiti e soltanto se fidelizzati. I sostenitori rosanero residenti fuori dall’isola, invece, non sarebbero esclusi dalla vendita.

Una sfumatura piccina, roba da nulla: in una versione puoi entrare allo stadio, nell’altra puoi guardarlo da fuori.

Quale sia quella corretta dovrebbe essere spiegato dagli organismi competenti, possibilmente prima del fischio finale. Perché se una disposizione sulla vendita dei biglietti necessita di tre comunicati, quattro interpretazioni e un corso serale di diritto amministrativo, forse non è stata scritta proprio come una ricetta della Benedetta Rossi.

Il Supporters Trust si domanda anche se una simile limitazione rispetti i principi costituzionali. È una domanda legittima, ma rimane una posizione dell’associazione: al momento non esiste alcun pronunciamento che consenta di dichiarare illegittima la disposizione.

Intanto, per il settore ospiti, sono stati messi a disposizione 1.050 posti.

Una buona notizia, almeno sulla carta. Perché avere più seggiolini serve a poco se non è chiaro chi possa acquistare il biglietto e se il tornello digitale continua a comportarsi come il buttafuori di una discoteca.

La prevendita per il settore ospiti terminerà alle ore 19 di sabato 29 agosto, salvo nuove disposizioni.

Ci sarebbe quindi ancora il tempo per una risposta comprensibile: un tifoso del Palermo residente fuori dalla Sicilia può acquistare un biglietto per il settore ospiti, sì o no?

Non servono un tavolo tecnico, una commissione bicamerale e nemmeno l’oracolo di Delfi. Basta una riga scritta in italiano.

Perché la sicurezza negli stadi è una cosa seria e le prescrizioni vanno rispettate. Ma se per assistere a una partita bisogna superare una prova di residenza, una di fidelizzazione e una di interpretazione del testo, tanto vale mettere direttamente i quiz all’ingresso.

Chi risponde correttamente entra. Gli altri, radiolina e panino fuori dallo stadio.

Fonti: comunicazioni ufficiali della S.S. Arezzo e post pubblico del Palermo FBC 1900 – Supporters Trust.

Immagine generata con intelligenza artificiale.

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Il Taccuino di Curva Sud
Il Taccuino di Curva Sud
Appunti presi sui gradoni, tra una contestazione e un panino freddo. Scrive poco, guarda molto, applaude raramente.
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