Per la prima edizione del Festival blitz gli ideatori ebbero la strana idea di invitare degli “specialisti della fortuna”, veri e propri esperti della buona sorte per consegnare al pubblico e al paese qualcosa di inaspettato in tempi economicamente e moralmente difficili. Ma… come contattarli?

«Faremo una storia su Facebook e Instagram!» esclamò il direttore artistico.

La richiesta apparve negli account social del festival una domenica pomeriggio. La domanda, da dover inviare tramite apposito ticket, chiedeva agli aspiranti “specialisti” comprovate doti di acquisita fortuna.
Si presentarono in 10, segno che la fortuna non era poi così a portata di mano.
Solo uno tra i richiedenti fu scartato: data la recente vincita di oltre un milione di euro all’enalotto chiedeva di poter restare anonimo.

Alla data del concerto i 9 fortunati partecipanti al blitz furono fatti sedere sulla prima fila delle poltrone di platea.
Al misero costo di un euro, da sommare al costo del biglietto per l’ingresso allo spettacolo, il pubblico avrebbe potuto toccarli su un braccio o su una spalla.
Fu espressamente vietata la stretta di mani a causa del perdurare della pandemia.

Alle ore 20, all’apertura delle casse, la fila al di fuori del teatro si allungava già oltre il chilometro.

«Gran bella idea!» dissero in coro gli amministratori cittadini sorridendo al direttore artistico. La fortuna era proprio quello che ci voleva per le misere casse del festival.

«Siate veloci! Fate conto di usare un contagocce…» implorò il direttore artistico in direzione dei possessori della fortuna: quella lunga fila gli metteva qualche pensiero.

Non aveva torto.

Il primo problema si presentò alle ore 21, data prevista per l’inizio dello spettacolo. Il teatro, già pieno, rumoreggiava in direzione della lunga fila per “il tocco della fortuna”, così come era stato chiamato.

Alle ore 21:30 gli artisti, ancora in coda, minacciarono di abbandonare il festival se non avessero avuto modo di toccare i fortunati.

Alle ore 21:42 ci fu il primo pianto di un bambino, anche lui in coda con l’intera famiglia. Non pochi, infatti, erano i bambini presenti all’evento, nonostante lo spettacolo toccasse temi per adulti.
Ad un po’ di fortuna, si sa, è difficile rinunciare e i bambini sono proprio quelli che più ne hanno bisogno.

Alle ore 21:57, allo spargersi della voce della chiusura delle porte del teatro, ci fu chi fece la prima chiamata ai vigili del fuoco.

Alle ore 22:00 fu deciso di spostare i nove fortunati all’esterno del teatro. «E lo spettacolo?» domandarono in coro. «Ve lo faremo vedere in streaming!» rispose il direttore del teatro.

Fu necessario far intervenire la polizia per trascinare i fortunati via dalle proprie sedie. Il primo nella coda di chi non voleva muoversi per scaramanzia, cui toccò una multa, si lamentò vistosamente di non aver potuto toccarli. «Se l’avessi fatto non l’avrei presa!» urlò. Da quel momento fu il finimondo.

Il Festival blitz si concluse alle ore 5:00 del mattino.
Lo spettacolo non si era svolto.
I nove fortunati, posizionati sopra un ponte per evitare il peggio, riuscirono ad alzarsi dalle proprie sedie di fortuna che già stava albeggiando.

Un paio d’ore dopo le pagine dei principali quotidiani si presentarono in edicola con la notizia dell’anno: “La fortuna fa un blitz in città”.

Nel giro delle due settimane successive in paese si registrarono 3 vincite milionarie, 54 giovani trovarono lavoro, 33 negozi aprirono al pubblico, 104 bambini inciamparono in un giocattolo, in 7 vinsero una macchina, 2 riuscirono ad accaparrarsi una pensione rispettivamente a 43 e a 46 anni.

L’unico sfortunato conclamato fu il direttore artistico del festival. Dato il successo dell’idea, che non prevedeva alcuno spettacolo, fu licenziato via e-mail con poche parole scritte dall’Assessore alla Cultura: «Ci dispiace ma, per come sono andate le cose, il prossimo anno il Festival metterà in scena solo “il tocco della fortuna”. Si segni la data: sarà più fortunato.
E prenoti per tempo: gli alberghi si stanno già riempiendo».

Così fece.

Un quotidiano tra le mani, le parole rappresentative di alcuni titoli, un barattolo di colla, un foglio bianco, un semplice mix fino a creare un articolo che ci piacerebbe leggere: questa è l’idea che sta alla base del racconto di oggi.
Per chi ha voglia di partecipare al progetto Titoli&Colla non resta che fare altrettanto e inviare immagine e racconto all’indirizzo:
sottoidiciotto@gmail.com.
I racconti più promettenti saranno pubblicati su lortica.it.
Buona fantasia a tutti i lettori.

 

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Gianni Micheli Giornalista, scrittore, regista, attore, musicista e collezionista di storie. Sulla carta, sul web, in teatro e a scuola, ha una particolare predilezione per la scrittura creativa, la drammaturgia dedicata all’infanzia, la multiculturalità e per il teatro civile. Dal 2012 è uno degli autori della Staffetta di Scrittura Creativa organizzata da BiMed (Biennale della Scienze e delle Arti del Mediterraneo). Nel 2020 è uscito Testone il piccione, Vertigo Edizioni. Nel 2021 con Lezioni d’amore e di chitarra, Edizioni Helicon. Ha collaborato, tra gli altri, con Stefano Massini, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli, Dario Brunori, Margherita Vicario, Moni Ovadia, Marisa Fabbri. È apparso sulla Rai e La7. Parte dello staff di Officine della Cultura è responsabile dell’ufficio stampa di alcuni importanti festival nazionali. È tra i fondatori dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. www.giannimicheli.it - www.giannimicheli.eu

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