Qualche aretino la mascherina la dovrebbe mettere sul sedere

Brutte vicende legate al Covid e alle misure di sicurezza, quando ieri sera all’Anfiteatro avrebbe dovuto iniziare a  cantare Daniele Silvestri.

Nelle ultime file della platea (da quanto riporta la testata Arezzo ora) è scoppiata una lite furibonda, poiché due persone (padre e figlio) si rifiutavano di indossare la mascherina, scagliandosi violentemente contro lo staff, che li esortava a seguire le regole di sicurezza.

“A me non frega niente del decreto, io faccio come mi pare”, ha sbraitato questo emerito coglione, spalleggiato dal figlio, che dopo avere litigato, si è sfilato la mascherina, e ha cominciato a soffiare in faccia alla hostess per poi gridarle contro “Covid! Covid! Covid!”.

La donna è saltata indietro, sono intervenuti fisicamente un paio di membri dello staff ed è arrivata anche una coppia di agenti della Polizia di Stato, presenti per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza.

Tutto poi è degenerato, con l’intervento di altre persone, chi a favore, chi contro l fatto di indossare la mascherina, ma alla fine, tra insulti rivolti un po’ a tutti, i due dementi (padre e figlio) non sono stati allontanati dallo spettacolo.

Quello che colpisce è l’assenza di buonsenso e di civismo di molte persone, che pensano che una pandemia sia una scampagnata, e che vogliono fare i cazzi propri, visto che, come testimoniato da alcuni presenti, allo spettacolo tantissimi non avevano addosso la mascherina.

Se uno fosse cinico e bastardo direbbe che, se alla fine si ammalassero solo questi idioti, tanto male non sarebbe forse, peccato che a contrarre l’infezione magari tocca ad una persona civile che usa le precauzioni.

A questi perfetti coglioni diciamo di mettersi la mascherina sulle chiappe, glutei, culo, tanto la differenza con la faccia è la stessa, ovvero nessuna.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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