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I Portoghesi

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I Portoghesi

La polemica di questi giorni sui migranti che non pagano il biglietto dell’autobus a Rigutino (ma anche molti aretini sono avvezzi a questa cosa), riaccende una riflessione su come fare rispettare leggi e regolamenti a tutti.
Chi come me ha viaggiato in mezzo mondo, saprà benissimo che in tantissimi paesi la salita sull’autobus è fatta solo davanti, con un tornello che legge il biglietto, oppure col sistema di pagamento a monete che rilascia il biglietto, sia automatico che fatto dal conducente.

Quindi lo scrocone non può entrare manco morto, o paghi il biglietto o resti a terra.
Ho assistito personalmente a Londra alla scena di un furbetto che voleva salire sul bus e che scalciando e tentando di salire a tutti i costi è stato fermato in due secondi.
L’autista ha fermato il bus, ha chiamato la polizia e all’arrivo della pattuglia il tizio è stato allontanato.
I passeggeri presenti hanno pazientemente atteso l’arrivo delle forze dell’ordine senza sbuffare e alla fine hanno applaudito il conducente congratulandosi con lui per avere scacciato l’abusivo.
Qui ad Arezzo sarebbe pura fantascienza, per mille motivi che potete immaginare.
Alla fine sono tantissimi quelli che fanno i furbi, salgono e non pagano, ma nessuno fa niente per arginare il fenomeno.

Qualche volta c’è la piazzata con agenti municipali e tre o quattro controllori che per una o due corse alle fermate principale non fanno salire i portoghesi, ma sono più sceneggiate ad effetto che reali soluzioni.
Infatti già la corsa dopo riprende la manfrina del salire aggratis.
Perchè non applicare il sistema presente in Europa e non solo anche in Italia ?
Perchè non dotare i controllori di poteri più restrittivi e di fermo per gli abusivi ?
Mistero.

Spesso le multe inflitte a chi non paga sono inutili, specie se il passeggero è un irregolare, un disgraziato senzatetto, uno dei balordi senza arte nè parte che infestano la città, che della multa ci si puliscono il sedere.
Le soluzioni ci sono, funzionano, ma se non si applicano inutile lamentarsi.
Intanto però gli autisti continuano bellamente a parlare al telefono mentre guidano, senza vergogna.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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